Cronaca

Regione: «Taglio vitalizi ex consiglieri va affrontato senza demagogia»

Lo afferma il consigliere regionale Pietro Paviotti, capogruppo dei Cittadini

« Il taglio dei vitalizi degli ex consiglieri regionali è una questione seria che va affrontata  senza demagogia, senza farsi trascinare da un populismo di facciata che punta più al ritorno mediatico che alla sostanza » .

Non usa giri di parole il consigliere regionale Pietro Paviotti,  capogruppo dei Cittadini, per rispondere alla "provocazione dei  colleghi del Movimento 5 stelle, che in questa fase sembrano più  concentrati a ricercare un titolo sui giornali piuttosto che una  proposta che vada a completare quanto di buono abbiamo già fatto  in questa legislatura rispetto al tema dei privilegi legati alla politica » .

« Mi riferisco - ha sottolineato Paviotti - al fatto che non va dimenticato che uno dei primi provvedimenti presi dall'attuale  Consiglio regionale è stata l'abolizione del vitalizio a partire  già dalla legislatura in corso. Un sistema che aveva profili di  non accettabile privilegio. I nodi da risolvere, dunque, si  riferiscono al passato, ma se davvero vogliamo ottenere un  risultato, evitando che la magistratura sia chiamata in causa dai  probabili ricorsi di ex consiglieri regionali e annulli il taglio  che decideremo di applicare ai vitalizi, va trovata una soluzione  di fronte alla quale il giudice chiamato in causa non possa non  valutarne l'equilibro e il buon senso. Proporre un taglio netto  senza argomentazioni, se non quelle funzionali alla visibilità  politica, è poco serio e non troverà mai l'approvazione del nostro movimento civico » .

« Quello che ci interessa è intervenire veramente sulle due categorie di ex consiglieri regionali ancora collegati al  vitalizio, ovvero quelli che già lo percepiscono e quelli che ne  hanno maturato il diritto secondo la vecchia normativa, ma che  ancora non ricevono l'assegno per questioni anagrafiche. La bozza  di riforma sulla quale si sta confrontando il gruppo di lavoro  trasversale alle forze politiche del Consiglio sulla riduzione  dei vitalizi si articola in vari punti: innanzitutto va innalzata  da 55 a 65 anni l'età minima per ricevere il vitalizio e allo  stesso tempo va applicata, secondo un criterio di progressività e  per i prossimi tre anni, una riduzione mensile dell'assegno. E in  che termini è presto detto: 6% se l'ammontare mensile lordo è  pari o inferiore a 1.500 euro; 9% se l'ammontare mensile lordo è  superiore a 1.500 euro e sino a 3.500 euro; 12% se l'ammontare  mensile lordo è superiore a 3.500 euro e sino a 6.000 euro; 15%  se l'ammontare mensile lordo è superiore a 6.000 euro. Le  percentuali di riduzione previste sono maggiorate del 40% se il  beneficiario dell'assegno percepisce un altro assegno vitalizio erogato dal Parlamento europeo o da quello italiano » .

« Ma c'è di più. I Cittadini hanno proposto altre due ulteriori decurtazioni dei vitalizi: la prima legata all'età anagrafica di  chi già percepisce l'assegno (più si è lontani dalla nuova età  minima dei 65 anni è più aumenta la percentuale del taglio da  applicare, chiedendo così un maggiore contributo di solidarietà a  quegli ex consiglieri poco più che cinquantenni che oggi  usufruiscono del vitalizio), la seconda legata a qualsiasi  eventuale incarico pubblico retribuito, incrementando così il  taglio aggiuntivo già previsto per il cumulo di assegni vitalizi » .

« Esiste infine - ha concluso Paviotti - il problema della cosiddetta reversibilità dell'assegno, rispetto alla quale il  nostro movimento ha un importante correttivo: premesso che le  pensioni di reversibilità subiranno una decurtazione per effetto  del taglio sull'assegno base così come per tutti gli ex  consiglieri ancora in vita, va prevista l'abolizione degli  assegni oggi a favore dei figli e dei coniugi more uxorio. Per  quanto riguarda quest'ultimo caso, almeno fino a quando la legge nazionale non regolamenterà adeguatamente le convivenze » .

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