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Botta e risposta tra Asugi e carcere

Detenuti malati di mente al Coroneo, la replica di Asugi al direttore: "Inesattezze offensive"

La nota dell'azienda sanitaria in risposta al Direttore Graziano Pujia della Casa Circondariale Ernesto Mari all’intervista rilasciata a Trieste Prima il 20 maggio: "Detenuti malati di mente al Coroneo, la denuncia: 'Aggressioni e violenze, insostenibile"

"Una grande quantità di inesattezze tendenziose e offensive espresse nei confronti di Asugi", così l'azienda sanitaria definisce, in una replica ufficiale, le dichiarazioni del direttore del carcere di Trieste Graziano Pujia in un'intervista rilascaiata a Trieste Prima. L'azienda risponde, in particolare, ad alcuni passaggi relativi al problema dei detenuti malati di mente nella casa circondariale. Pujia aveva infati dichiarato che "il problema viene dirottato sul carcere perché il Dipartimento di Salute Mentale non intende prendersi carico di queste persone", che venivano definite "pericolose o con problemi mentali, molti in attesa che la psichiatria si pronunci per un’eventuale gestione in strutture diverse".

La smentita

Secondo Asugi, con queste parole "Vengono dichiarati inadempienti i sanitari e in particolar modo gli specialisti della salute mentale e delle dipendenze, che non soddisfano richieste di certificazione finalizzate al trasferimento di soggetti in non meglio precisate altre strutture psichiatriche". Si fa in particolare riferimento a un protocollo sottoscritto tra i due enti nel 2019, sceondo il quale "la consulenza specialistica deve essere richiesta dai referenti interni della sanità penitenziaria Asugi. Dai dati risulta che tutte le richieste per situazioni di acuzie sia per persone già in carico ai servizi aziendali che per persone non note o non residenti vengono tempestivamente evase. Per le persone già in cura viene mantenuta la continuità assistenziale dal servizio di afferenza territoriale".

La richiesta di certificazioni

Viene poi contestato il passaggio in cui il direttore del carcere dichiara "Sto insistendo per avere una certificazione su alcuni detenuti, per capire se il loro stato di salute mentale sia compatibile con il regime penitenziario, ma non ricevo risposta” manifestando la volontà di rivorgersi al Magistrato di sorveglianza per far emettere un ordine e specificando "dubito fortemente che nel merito certificheranno la detenzione in REMS, perché poi dovrebbero occuparsene loro”.

Asugi conferma che durante i recenti incontri "il dottor Pujia ha formalizzato con insistenza la richiesta di avere dei dati precisi relativi a numeri di interventi (dato in possesso della Sanità Penitenziaria e quindi facilmente acquisibile), diagnosi e trattamenti effettuati dagli specialistici nelle loro valutazioni (aspetti questi di competenza sanitaria e quindi, nel rispetto della normativa della privacy, non trasmissibili alla direzione dell’istituto) e ha preteso soluzioni per la gestione di aspetti che attengono al governo della sicurezza ed organizzazione interna della casa circondariale, quali clima organizzativo dell’istituto, sovraffollamento, criticità logistiche e strutturali.

Si specifica inoltre che "la titolarità per la richiesta di certificazione sullo stato di salute delle persone è a carico esclusivo della Magistratura. La detenzione in Rems viene disposta dal Magistrato a seguito di un proscioglimento deciso sulla base di valutazioni peritali e non sulla base di certificazioni da parte di specialisti Asugi. Nell’intervista si insinua che gli psichiatri di Asugi, in fase di valutazione, intenzionalmente sotto diagnostichino il disturbo mentale al fine di evitare la presa in carico dei soggetti".

L'appello ai presidenti di Regione

Pujia aveva poi dichiarato che "I presidenti di Regione dovrebbero fare qualcosa per creare più posti in Rems (Residenze di Esecuzione delle Misure di Sicurezza)", ma l'azienda sanitaria risponde che "iposti regionali destinati a tale scopo sono stati definiti a livello ministeriale e regionale in base a precisi criteri. Vedi Delibera regionale n.444 del 13 marzo 2015 e seguenti".

Contrasti col dipartimento

Il direttore del Coroneo parla poi di "forte contrasto" con il dipartimento di Salute Mentale, e Asugi ribatte che "dopo diversi anni di interazione e collaborazione proficua" c'è ora una "forte preoccupazione per l’esacerbazione dei rapporti con la direzione della casa circondariale. Preoccupa il clima che si è venuto a creare e le conseguenze che questo può determinare. Il Direttore ha preso servizio a gennaio, ereditando una esperienza di fattiva e lunghissima collaborazione inter-istituzionale in tema di tutela della salute delle persone detenute e di continuità assistenziale. Anche nell'Osservatorio Regionale si è lavorato in modo approfondito, consentendo di dare corso alla riforma della Sanità Penitenziaria, condividendo mandati, responsabilità, competenze, strumenti di lavoro, percorsi operativi".

"Problemi non mancano - conclude la nota ufficiale di Asugi -, anche per la contingenza storica che stiamo attraversando e che ci costringe a fare i conti con risorse sempre più risicate e bisogni delle persone sempre più complessi, ma le criticità si superano solo prestando ascolto e attenzione alle reciproche ragioni di servizio e collaborando. Ci auguriamo vi sia la possibilità di chiarire e di ricomporre una comunicazione rispettosa e improntata alla reciproca fiducia". 

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