Palazzo "Babilonia" in piazza Garibaldi, lo sfogo di un residente. La proprietà: "Verifiche in corso"

Dopo un anno e mezzo di appelli Piero (nome di fantasia) ha deciso di rivolgersi agli organi di informazione per far emergere la vicenda. "La comunità ebraica è proprietaria dello stabile. Non può e non deve permettere questa situazione". La replica: "Faremo accurati controlli per trovare la soluzione"

Abbandono, un viavai continuo incurante delle normali regole di convivenza tra condòmini e condizioni igienico-sanitarie definite "disperate". E' questo il grido d'aiuto lanciato attraverso TriestePrima da parte di un residente nello stabile di piazza Garibaldi 10 e costretto, secondo quanto riportato nella lettera, a far emergere sugli organi d'informazione della città la vicenda dopo un anno e mezzo di appelli caduti nel vuoto. L'oggetto della segnalazione risulta essere l'edificio al civico 11 della stessa piazza dove, da tempo, si manifesterebbe una preoccupante situazione di degrado. La comunità ebraica, proprietaria dello stabile, replica alla segnalazione facendo sapere che verranno attivati i necessari controlli per far fronte al problema. "Già nei prossimi giorni verificheremo. Sentiremo anche gli amministratori così da poter trovare una soluzione". 

La lettera

Dopo aver esposto le criticità agli amministratori del condominio "impotenti nella risoluzione dei problemi", Piero (nome di fantasia dopo la richiesta di anonimato ndr) ha deciso di indirizzare la lettera direttamente alla segreteria della comunità ebraica. "Sembra che le segnalazioni non servano a niente - racconta - visto che i proprietari latitano ormai da molto tempo". La situazione, secondo il residente, sarebbe arrivata al limite del decoro. 

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I dettagli: una situazione insostenibile

"Una spaventosa infestazione di piccioni e conseguenti escrementi causata esclusivamente dalla completa trascuratezza ed abbandono in cui versa il vostro immobile - scrive Piero - e che forse dopo decine e decine di mie mail di sollecito hanno avuto risposta con la posa di dissuasori antipiccioni, ancora non terminata e di cui si è fatto carico il mio condominio". La zona notte dove dormono lui e la sua compagna si affaccia sulla corte interna. Nello stabile di fronte, secondo il residente "si alternano decine e decine di ospiti nuovi da ogni parte del mondo, rendendo giustizia al fatto che Trieste è da sempre multietnica e permette la convivenza di molte persone e popoli diversi tra di loro". 

"La proprietà non deve permettere queste situazioni"

Un viavai che però sembra non "saper rispettare le regole del quieto vivere, quelle condominiali, gli spazi, l'igiene ed il silenzio" continua la lettera che chiede maggiori controlli a quella stessa proprietà che "non può e non deve permettere queste situazioni. Quale coscienza  permette di vivere serenamente sapendo che le persone che vengono ospitate in casa propria vivono in condizione igienico sanitarie disperate? Le finestre sono da anni ricoperte da strati di escrementi, alcune finestre di appartamenti abitati sono addirittura mancanti, con i volatili che vanno e vengono di continuo". Un quadro d'insieme molto critico che però non sarebbe stato sufficiente, nel passato e secondo Piero, ad innescare l'intervento della Comunità.  

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Gli esempi: una sorta di Babilonia

"Nessuno può vivere in quelle condizioni - così la lettera - nessuno di nessuna età, origine e colore". Parole che vanno ad aggiungersi agli esempi riportati nella segnalazione. "Andate nella casa affittata ad una famiglia di origini cinesi al primo piano e rendetevi conto della situazione, con le finestre chiuse da mesi per la presenza di escrementi, oppure all'ultimo piano - un gruppo di studenti immagino - si diletta in bestiali gare di rutti, grida e bestemmie di ogni tipo, musica alta, fino a tarda sera, o nella notte". 

Iter legali? "Probabilmente unica strada da percorrere"

Il periodo di Ramadam invece vedrebbe, sempre secondo Piero, festeggiamenti a "notte fonda" nel momento "dei pasti consentito dalla loro religione" e in un appartamento "senza finestre". Nel condominio ci sarebbe poi un viavai continuo di ospiti che "vanno e vengono da più appartamenti. Un minimo di pretesa dai propri affittuari ci vuole visto che la mia compagna ed io non riusciamo pertanto a riposare, nell'orario di silenzio condominiale previsto da leggi e regolamenti. Se tutti facessimo come state facendo Voi la città sarebbe una Babilonia". Piero sostiene di non aver "né voglia né tempo di spenderci in fastidiosi iter legali per vedere rispettati sacrosanti diritti" e per questo si è rivolto agli organi di informazione. 

La replica della proprietà 

"Abbiamo ricevuto la segnalazione - chiariscono dalla comunità ebraica - e ci muoveremo quanto prima per verificare la situazione evidenziata nella lettera. E' giusto poter dare una risposta ai residenti". Dopo le verifiche da parte della proprietà - che sentirà anche gli amministratori del condominio, fa sapere - nei prossimi giorni potrebbe manifestarsi l'intervento per risolvere la questione. 

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