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Il giallo di via Verrocchio

Caso Resinovich: trovato il Dna di Liliana sul cordino che stringeva i sacchetti

Si fa più concreta l'ipotesi del suicidio ma sullo stesso cordino sono stati trovati anche altri residui di Dna, troppo deboli per essere ricondotti a un'altra persona

Tracce di Dna appartenente a Liliana Resinovich sono state trovate sul cordino che stringeva i due sacchetti di nylon intorno al suo collo. Come riporta Il Gazzettino, la Procura di Trieste ha confermato la presenza delle suddette tracce e l'ipotesi del suicidio si sta facendo sempre più concreta. Tuttavia sul medesimo cordino sarebbero stati trovati anche altri residui di Dna, ma troppo deboli per essere ricondotti a un'altra persona. La donna è scomparsa nel dicembre del 2021 ed è stata poi ritrovata il cinque gennaio del 2022 nel parco dell'ex ospedale psichiatrico a San Giovanni, con il corpo in posizione fetale all'interno di un sacco nero e la testa infilata nelle buste. Si attendono ora i risultati dell'esame tossicologico, che scongiureranno o confermeranno l'ipotesi di un eventuale avvelenamento.

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