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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

Rete mobilità nuova FVG, contribuiti ai comuni sensibili alla sicurezza stradale

10.08 - Nel 2012 sono stati registrati 84 morti e migliaia di feriti; Trieste, con 682 incidenti, è terza la città più pericolosa d'Italia dopo Napoli e Catania

Prevedere nella prossima  finanziaria regionale contributi ai Comuni per la realizzazione  di strumenti utili a moderare la velocità, ma anche zone con  limite di 30 kmh e percorsi casa-scuola, è quanto hanno chiesto  alla IV Commissione del Consiglio regionale, presieduta da  Vittorino Boem (Pd), i rappresentanti di Rete mobilità nuova FVG alla quale aderiscono una serie di associazioni regionali:  coordinamento FIAB (Federazione italiana amici della bicicletta),  Legambiente, ACP (associazione culturale pediatri), ISDE medici  per l'ambiente, WWF Italia, AIFVS associazione italiana familiari  e vittime della strada, UISP FVG (Unione italiana sport per  tutti), in tutto 26.131 soci.

L'obiettivo è innanzittutto di diminuire drasticamente il numero  di morti e di feriti sulle strade della nostra regione (nel 2012  sono stati registrati 84 morti e migliaia di feriti; Trieste, con  682 incidenti, è terza la città più pericolosa d'Italia dopo  Napoli e Catania), ma per farlo bisogna aumentare la sicurezza tenendo in considerazione che la maggior parte degli incidenti si  verificano in aree urbane. Da qui l'importanza di sviluppare quel  concetto di living street che fa andare oltre l'idea di strada  come corridoio di traffico e che introduce prospettive di  riqualificazione urbana in grado di mettere in sicurezza le  utenze più deboli (pedoni e ciclisti, anziani e bambini).

La riduzione della velocità, fissando il limite di 30 kmh nelle  zone residenziali, porta a un dimezzamento del numero di  incidenti gravi e mortali. Se a ciò si aggiungono altri  accorgimenti come dissuasori, plateau, chicane, restringimenti  delle carreggiate, rotatorie, tutti debitamente segnalati, ecco  che la sicurezza nelle zone particolarmente sensibili, come  quelle in prossimità di scuole e asili, viene portata a livelli  molto più alti, anche perché il traffico si riduce drasticamente.

Limitare morti e feriti significa anche produrre significativi  risparmi sul versante sanitario; dal punto di vista ambientale  viene ridotto l'inquinamento; per quel che riguarda la qualità  della vita si creano migliori condizioni per la mobilità pedonale  e ciclabile. E dal punto di vista sanitario, mettendo in  sicurezza le aree scolastiche e i percorsi casa-scuola si  favorisce la mobilità dei bambini, un modo per combattere  l'obesità infantile, che è un grave problema sanitario dei nostri  tempi.

Questi obiettivi - è stato sottolineato in conclusione - sono  previsti sia dal Piano nazionale che dal Piano regionale della  sicurezza stradale: ora spetta all'Amministrazione regionale fare  la sua parte cercando gli strumenti più idonei per rendere  possibili queste cose.

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