Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

Ribaltato il caso del migrante "picchiato", Asgi mette in guardia Roma: "No a ripresa delle riammissioni"

Gianfranco Schiavone interviene dopo la sentenza del tribunale romano che ribalta il caso: "L'Italia non contribuisca ulteriormente in alcun modo al loro verificarsi ed alla violazione dei conseguenti diritti fondamentali delle persone"

Se da un lato il tribunale di Roma ha ribaltato il "caso" condannando la versione fornita dal migrante di origini pakistane "picchiato e respinto" dalla polizia, dall'altro non smentisce l'illegittimità delle procedure di riammissione tra Italia e Slovenia. La Rotta balcanica e gli elementi che la compongono si è accesa di nuovo e non solo in virtù degli ultimi rintracci effettuati dalla polizia di frontiera di Trieste nei giorni scorsi. La vicenda è quella relativa a M.Z., giovane migrante che dopo la sua testimonianza aveva portato il tribunale di Roma a condannare il Viminale in merito alle riammissioni tra i due Stati. La versione del cittadino di nazionalità pakistana è stata contestata dalla magistratura romana che è intervenuta nuovamente sul caso, scatenando reazioni da più parti. 

Il tribunale di Roma dà ragione al Viminale, la sentenza che ribalta il caso

Asgi promette battaglia

I sindacati di polizia di Trieste esultano, mentre l'associazione studi giuridici sull'immigrazione (Asgi ndr), rappresentata da Gianfranco Schiavone sostiene che la mancata consegna di un formale provvedimento di riammissione in Slovenia da parte delle autorità italiane agli interessati comporterebbe "molteplici violazioni dei diritti degli interessati, tra cui quello di ottenere effettivamente giustizia attraverso la possibilità di ricorrere alla Autorità giudiziaria". Per questo motivo, Asgi promette battaglia sulla vicenda e auspica che la sentenza romana non si traduca in una ripresa dei respingimenti a catena e che l'Italia "non contribuisca ulteriormente in alcun modo al loro verificarsi ed alla violazione dei conseguenti diritti fondamentali delle persone". 

Ostacolati i diritti di presentare domanda di asilo

Asgi parla inoltre di "persecuzioni, torture, trattamenti inumani o degradanti" che verrebbero messi in pratica nei confronti dei migranti "respinti dall’Italia che sono poi inviati a catena nella stessa giornata in Slovenia, in Croazia e in Bosnia". Agli stessi cittadini stranieri sarebbe stato impedito, conclude l'associazione, "di esercitare il diritto costituzionalmente tutelato di presentare domanda di asilo e nei confronti dei quali sono stati violati gli inderogabili divieti di respingimento". 

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