Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Doveva scontare 13 anni di carcere: latitante 65enne “beccato” in Albania dalla Polizia di Trieste

È accusato di truffa e bancarotta fraudolenta. “Incastrato” da intercettazioni telefoniche e dai trasferimenti di denaro verso Tirana. Dal 2016 percepiva la pensione sociale

È originario di Cosenza, ma viveva in Friuli Venezia Giulia; l’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Trieste ha emesso a suo carico un provvedimento di cattura, dovendo espiare 13 anni e mezzo di reclusione.

L’uomo è stato condannato per diversi reati, tra i quali bancarotta fraudolenta, truffa ed altro; tra gli illeciti posti in essere, anche una frode, commessa in concorso con altri, con artifici e raggiri, consistenti nel presentarsi falsamente in qualità di rappresentanti di un gruppo specializzato nella rilevazione e risanamento di aziende in difficoltà, conducendo una trattativa commerciale apparentemente seria, con la proposta di rilevare una società della provincia di Pordenone in momentanea crisi finanziaria, a fronte della cessione delle quote societarie e delle attività aziendali, inducendo in errore i soci della ditta creando un grave danno patrimoniale.

L’attività finalizzata al rintraccio del catturando è stata sviluppata nell’ambito del progetto avviato dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e denominato “Wanted 3”, ed è stata condotta dalle Squadre Mobili di Trieste e Udine.
L’attività investigativa diretta dalla Procura della Repubblica di Trieste e condotta dalle due Squadre Mobili, supportate dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dal Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, ha permesso di localizzare le utenze telefoniche ritenute in uso al soggetto da catturare, nonché di quelle in uso ai familiari.
Importanti anche le ricerche su fonti aperte e l’analisi dei profili social.

Ulteriori accertamenti in ambito fiscale hanno permesso, nei primi mesi del 2020, di dare un’importante accelerazione alle indagini, potendosi verificare che il soggetto percepiva una pensione sociale. È stato quindi possibile individuare gli sportelli bancomat, ubicati nella provincia di Udine, dai quali ogni mese veniva prelevato, con regolarità, l’importo del citato emolumento e, grazie ai servizi di osservazione, si identificava un individuo, che materialmente prelevava da diversi sportelli Postamat il contante, che tramite circuiti di money transfer veniva trasferito in Albania, in particolare a Tirana.

L’estensione dei tracciamenti bancari in ambito internazionale ha permesso di determinare come il catturando avesse effettuato movimentazioni di denaro presso una determinata agenzia di Tirana, fornendo il domicilio. Contemporaneamente i costanti monitoraggi sulle c.d. fonti aperte hanno portato all’individuazione di un profilo social, dal quale emergevano immagini di profili riconducibili a diverse agenzie di viaggio situate perlopiù a Tirana.

L’esito delle convergenze investigative consentiva al team di lavoro delle Squadre Mobili di Trieste ed Udine di individuare l’indirizzo dove l’uomo viveva, richiedendo, di concerto con l’A.G. triestina, l’emissione di un mandato di cattura in ambito Internazionale; contestualmente venivano trasmesse le risultanza investigative al Servizio per la Cooperazione Internazionale che si attivava e, grazie alle indicazioni fornite, individuava il fuggitivo nella città di Tirana dove è stato tratto in arresto in collaborazione con la polizia albanese ed estradato In Italia nella serata di ieri.

L’individuo, un 65enne italiano residente in provincia di Udine, che ha favorito la latitanza del catturando è iscritto nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Udine per favoreggiamento.
Inoltre, al latitante è stata contestata l’indebita percezione della pensione sociale, dal 2016 che ha portato l’INPS ha determinare in 24mila euro la somma percepita irregolarmente.

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