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Mercoledì, 19 Giugno 2024
L'intervista

Richard Bellia, al Modernist la mostra del fotografo delle rockstar

Fino al 12 settembre il The Modernist Hotel ospita uno dei più grandi reporter di concerti al mondo. L'intervista al fotografo francese che ha immortalato i musicisti più influenti della scena rock degli ultimi 40 anni

TRIESTE - Ha fotografo artisti del calibro dei Cure, Clash e David Bowie. Ha catturato con la sua macchina fotografica momenti che oggi fanno parte della musica e l'ha fatto in maniera straordinaria. Fedele alla fotografia analogica - usa obiettivi Zeiss e una macchina fotografica Hasselblad - il fotografo francese Richard Bellia, uno dei più grandi reporter di concerti del mondo, il 12 luglio ha inaugurato la sua mostra "Un oeil sur la musique 1980-2016" all'hotel Modernist. L'esposizione, la seconda in Italia, è visitabile fino al 12 di settembre.

L'intervista

È la sua prima volta qui a Trieste?

Sì. Ho esposto per due volte i miei lavori a Firenze. Una principalmente, direi, ma sì, due volte. Lì ho incontrato delle persone che mi hanno detto "dovresti venire a Trieste, è molto bella". Ed eccomi qui. L'ultima volta hanno detto, "Richard Bellia per la prima volta in Italia", quindi questa volta si può dire "per la seconda volta in Italia"

Ha visitato la città?

Sì, mi hanno fatto fare un piccolo giro, ma da subito mi è stato detto che per conoscere Trieste ci vuole molto più tempo. Quindi al momento ho avuto solo un assaggio.

Qual è il modo migliore per visitare la sua mostra? Qualche suggerimento?

Possiamo prendere come esempio questa fotografia di Paul McCartney? (indica la foto ndr.) Posso spiegarti due o tre modi diversi di vedere questa fotografia. Se ti piacciono i Beatles, dirai, "oh, questo è il cantante dei Beatles!" Ma se ti piace la fotografia, puoi dire "aspetta, cosa sto vedendo esattamente?" e in quel momento vedrai la carta fotografica, ti accorgerai del lavoro che c'è dietro e della lente che ho utilizzato. Noterai il nero, in netto constrasto con la parte più luminosa della foto e il bordino che incornicia l'immagine, perchè non è un'immagine digitale. 

Musica o fotografia: qual è il suo primo amore?

Mi è sempre piaciuta la musica, è il mio primo amore. Poi, un giorno, ho visto alcune foto di un concerto e ho pensato "wow, è fantastico". Dovrei fare questo. Sono subito corso a comprare una macchina fotografica e sono andato al mio primo concerto. Da quel momento, non ho più smesso.

Ricorda il suo primo concerto?

Il mio primo concerto di musica rock? Peter Gabriel. Successivamente, ho assistito a un festival in cui si esibivano i The Cure. Dovevano aprire il concerto dei Clash, quindi è stata una bella serata. C'erano anche i Roxy Music. Ricordo che non c'era tanta gente, che pioveva e che ad un certo punto alcune persone hanno iniziato a lanciare bottiglie a chi era sul palco. Dopo l'esibiziione dei The Clash, il promoter è salito sul palco per annuciare l'annullamento del concerto successivo. Non ha avuto il tempo di finire la frase perchè gli arrivata addosso una bottiglia di birra. E poi appunto ho comprato la mia prima macchina fotografica e sono andato a vedere di nuovo i The Cure nel 1980.

Quante foto sono esposte alla mostra al Modernist?

Ci sono circa 25-30 foto. Le dimensioni variano: ce ne sono di piccole, medie, grandi e molto molto grandi. Le più grandi sono 1.30 m x 1.70 m. Come questa fotografia di David Bowie (indica la foto alle sue spalle ndr). 

Una delle sue foto è stata selezionata per "Curepedia: the A-Z of The Cure". Ci puoi dire di più?

Sì, hanno deciso di usare una delle mie foto per la copertina. Una sagoma nera su uno sfondo rosso. Il libro uscirà questo autunno in America, Inghilterra, Giappone e Germania. Racconterà gli oltre 40 anni di carriera di una delle più grandi rock band del mondo.

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