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Richiedenti asilo, Torrenti: «Con nuovo bando Sprar copertura costi Comuni del 95%»

Lo ha affermato l'assessore regionale alla Solidarietà Gianni Torrenti a margine dell'illustrazione del nuovo bando a cura dell'Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) del Friuli Venezia Giulia. L'accoglienza Sprar interessa 345 richiedenti asilo in regione, 119 a Trieste

Il bando 2016-2017 Sprar (Sistema di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati) "è una grande opportunità per i Comuni del Friuli Venezia Giulia".

Lo ha affermato l'assessore regionale alla Solidarietà Gianni Torrenti a margine dell'illustrazione del nuovo bando a cura dell'Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) del Friuli Venezia Giulia che si è tenuta nella sede Enaip di Pasian di Prato (Ud). "Se finora i bandi Sprar coprivano i Comuni all'80 per cento dei costi - ha sottolineato Torrenti -, oggi questa copertura è stata portata al 95 per cento", con il beneficio che "i Comuni possono addebitare al costo del progetto anche parte del personale. Così il vantaggio per la comunità - ha aggiunto - è doppio: uno diretto, con una migliore accoglienza dei richiedenti asilo e un minore impatto sociale rispetto alle strutture temporanee, e uno indiretto, perché il bando può offrire posti di lavoro e quel minimo di ricchezza che soprattutto per i Comuni piccoli a volte fa la differenza".

A giudizio di Torrenti, "i bandi Sprar sono stati migliorati da molti punti di vista e soprattutto ai Comuni che in questo momento hanno richiedenti asilo in casa (sono più di 55 di cui solo dieci con accoglienza Sprar) converrebbe partecipare in massa e rapidamente al nuovo bando che scade il 14 gennaio. Queste Amministrazioni locali - ha rilevato ancora l'assessore alla Solidarietà - si ritroverebbero con lo stesso numero di richiedenti asilo, ma meglio gestiti, meglio integrati e con più vantaggi complessivi per tutta la popolazione".   CULTURA: TORRENTI, CONTINUARE A INDAGARE SU PERSECUZIONE EBREI-17

A giugno del 2015 erano 21.449 (pari al 26 per cento del totale) i richiedenti asilo che in Italia hanno trovato accoglienza nella rete Sprar. Come ha spiegato alla platea di amministratori locali e funzionari delle Prefetture invitati da Anci FVG a Pasian di Prato Daniela di Capua, direttrice del servizio centrale Sprar, il Sistema si articola su strutture di accoglienza più piccole e di più facile gestione rispetto ai Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo) e funziona meglio anche rispetto ai Centri di assistenza temporanea, "che sono organizzati in maniera più disomogenea a seconda delle situazioni territoriali". Non a caso il nuovo bando è stato invocato dai Comuni, nonostante viga ancora il bando 2014-2016, per incrementare l'accoglienza di circa 10mila persone.

Tecnicamente, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati è costituito dalla rete degli Enti locali, che per la realizzazione di progetti accoglienza integrata accedono alle risorse del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo. Per l'attuazione del bando Sprar i Comuni possono avvalersi di soggetti del terzo settore, con i quali stipulare apposite convenzioni di gestione, oppure possono provvedere direttamente con proprio personale, con addebito del relativo costo al Sistema. La partecipazione dei Comuni è su base volontaria: attualmente sono 800 le Amministrazioni municipali che in Italia hanno aderito, contando non solo le capofila ma anche le associate.

Tra queste, dieci si trovano in Friuli Venezia Giulia, dove, secondo gli ultimi dati ufficiali, l'accoglienza Sprar interessa 345 richiedenti asilo, di cui 47 in provincia di Gorizia (39 a Gorizia e 8 a Staranzano), 60 a Pordenone (15 ad Aviano, 9 a Cordenons, 17 a Pordenone e 5 a Sacile), 119 a Trieste (tutti nel capoluogo) e 119 a Udine (40 a Cividale, 18 a Codroipo e 61 a Udine). Introducendo l'incontro, il presidente dell'Anci del Friuli Venezia Giulia Mario Pezzetta, ha osservato che "l'accoglienza dei rifugiati può diventare un'opportunità per una popolazione regionale che conta 100mila stranieri. In questo, i Comuni del Friuli Venezia Giulia devono fare la loro parte, all'interno di un progetto organizzato". 

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