Cronaca

Rifiuti urbani: servizio trasparenza, resi noti i costi per le imprese

Iniziativa della Camera di commercio a vantaggio degli imprenditori

«Un servizio alle imprese e una operazione di trasparenza a vantaggio degli imprenditori.  Oggi rendiamo noti i risultati del primo Osservatorio rifiuti realizzato da Ref Ricerche per conto della Camera di commercio della Venezia Giulia».  Con queste parole il presidente camerale Antonio Paoletti ha introdotto l’incontro odierno con le imprese.
L’analisi riguarda le province di Trieste e Gorizia. Tema dell’incontro il livello e l’andamento delle tariffe dei rifiuti solidi urbani praticate alle famiglie e alle imprese sul territorio giuliano. Un confronto che ha coinvolto imprese, cittadini e istituzioni e che costituisce un innovativo e utile Osservatorio dei rifiuti. Un settore di fondamentale importanza che tocca tutti i cittadini e che negli ultimi cinque anni è aumentato nei costi del 21% rispetto rispetto alla crescita dell’inflazione che nello stesso periodo si è fermata a un +6%.

Durante i lavori è stato ufficialmente lanciato l’archivio telematico Tasp, liberamente consultabile all’indirizzo https://veneziagiulia.repertoriotariffe.it, uno strumento di trasparenza messo a disposizione dalla Camera alle imprese che consente agli utenti di calcolare la spesa per il servizio di igiene urbana e confrontarla con quella degli altri Comuni, di consultare agevolazioni e scontistiche in uso e di scoprire la qualità del servizio.

«Se l’incontro odierno rappresenta anche un punto d’arrivo – ha detto ancora Paoletti - per uno studio svolto negli ultimi mesi, risulta anche essere un punto di partenza per una nuova azione che andremo, come Camera della Venezia Giulia, a realizzare con REF. Ovvero partirà una analisi sul tema del Rifiuti speciali perché rispetto a quelli urbani non sono regolati da tariffe amministrative, ma vige il libero mercato». Attualmente non esistono dei riferimenti di prezzo, tariffe di vetro, plastica, carta eccetera.  L’Ente camerale realizzerà con REF un mercuriale e renderà pubblico un riferimento di prezzo, che fungerà da punto di riferimento per il settore.

I rifiuti urbani: un inquadramento
In un contesto caratterizzato da un andamento sostanzialmente piatto dell’inflazione, i corrispettivi dei servizi pubblici locali hanno continuato a sperimentare tassi di crescita di assoluto rilievo. «Nell’ultimo quinquennio i prezzi al consumo sono complessivamente rincarati del 6,3% in Friuli Venezia Giulia, mentre nello stesso periodo i costi dei rifiuti solidi urbani – ha illustrato Fulvio Bersanetti, della società REF - per gli utenti finali sono stati oggetto di un adeguamento al rialzo di oltre tre volte superiore (+20,8%)».
 
Rifiuti solidi urbani
Il monitoraggio della spesa per il servizio di igiene ambientale effettuato sui Comuni giuliani (l’analisi ha interessato oltre 350 mila cittadini) restituisce una serie di evidenze di interesse.
Il primo fenomeno documentato attiene alla dispersione della spesa: a parità di servizio, gli utenti finali sostengono un costo che tende a variare in misura importante a seconda del Comune di residenza. Ciò vale per tutte le categorie di utenti, da quelli domestici alle diverse tipologie di attività economica. Se per una famiglia media di tre componenti il valore massimo è di circa 2 volte superiore in confronto a quello minimo, il fenomeno di variabilità risulta anche più marcato nell’ambito delle PMI: per un ristorante, ad esempio, in alcuni Comuni, come ad esempio a Trieste, si arriva a pagare 6 volte di più rispetto a Capriva del Friuli per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
 
Di ordine diverso sono gli elementi che contribuiscono a spiegare gli scostamenti registrati: le dimensioni del bacino di utenza, una differente ripartizione dei costi tra utenze domestiche e non domestiche da parte delle amministrazioni, una diversa dotazione impiantistica e, non da ultimo, un grado di efficienza delle gestioni non omogeneo lungo il territorio.
In questo quadro i capoluoghi di provincia della Venezia Giulia presentano costi che risultano in linea con gli altri capoluoghi d’Italia, anche se non mancano le situazioni in cui, soprattutto per le imprese, i costi risultano anche superiori ai valori medi.
 
In questo caso, ad un costo elevato corrisponde una adeguata qualità del servizio erogato: il caso più emblematico è proprio quello della città di Trieste, che tra i capoluoghi si colloca intorno alla cinquantesima posizione per il livello di spesa ma in terza posizione nel Paese per qualità tecnica e commerciale del servizio.
Sul fronte ambientale, tuttavia, restano ampi margini di miglioramento: cresce a livello regionale la percentuale di raccolta differenziata (pari ad oltre il 60% secondo le ultime informazioni disponibili, Trieste è ancora indietro con il 36%), anche se si conferma il “gap” in confronto alle più virtuose esperienze del Nord Est, Veneto e Trentino-Alto Adige.      

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