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Roberti e la riforma degli enti locali: "Basta obblighi, libertà ai comuni"

L'assessore regionale ha presentato questa sera all'interno dei lavori del Consiglio comunale l'operazione per fare "pulizia e chiarezza" ed introdurre "un nuovo modello di governance". Scettica l'opposizione

La partecipazione dei comuni all’interno del nuovo ente che andrà a sostituire le Uti – come approvato dal Consiglio regionale con la legge di stabilità votata negli scorsi giorni - sarà facoltativa con l’eccezione delle municipalità montane. È questa la sintesi della lunga audizione di Pierpaolo Roberti, assessore regionale alle Autonomie Locali, intervenuto questa sera a Trieste nell’ultima seduta consiliare del 2019. La riforma fortemente voluta dall’esponente leghista mette quindi una pietra tombale sulla legge 26 del 2014, il testo alla base dell’istituzione delle 18 Unioni Territoriali create cinque anni fa.

"Nuovo modello di governance"

Secondo Roberti “quella legge aveva soppresso l’autonomia dei sindaci obbligandoli a svolgere determinate funzioni in modo associato ed esautorandoli dalla propria potestà”. “Con questa decisione - così l’ex vicesindaco di Trieste – introduciamo un concetto nuovo di governance, dando libertà ai comuni di poter scegliere perché obbligare rappresenta uno strumento sbagliato”.

La nascita della "Comunità"

Le differenze sostanziali con la situazione precedente, per Roberti sono da individuare nella liberà facoltà per le municipalità di “fondare una comunità che decide di condividere determinati servizi” e di ritrovarsi all’interno di “una realtà con personalità giuridica equiparata ad un ente locale”. Per Roberti, le possibilità di “assumere personale o di gestire del patrimonio”, caratteristica presente già nella legge 26, vengono “riportate tale e quali rispetto a prima” Nella scelta politica alla base della riforma trovano spazio anche “le fusioni tra comuni” che, secondo l’ex vicesindaco, venivano “accompagnate” dal finanziamento “della campagna elettorale per il sì al referendum popolare”. “Con la cancellazione di questo passaggio – così Roberti - vogliamo creare una netta separazione tra il ruolo della Regione e quello dei comuni”.

Operazione "pulizia e chiarezza"

Per quanto riguarda il futuro ente, l’operazione “pulizia e chiarezza” dell’assessore leghista porterà alla creazione di una “Comunità” che potrà avrà, come organi governativi, un presidente e un comitato esecutivo. La rappresentatività si manifesterà invece attraverso l’assemblea dei sindaci, presieduta dal sindaco del comune con il maggior numero di abitanti e costituita dai primi cittadini dei comuni partecipanti.

Gli organi e il funzionamento

Il presidente della Comunità sarà anche a capo del comitato esecutivo e verrà eletto dall’assemblea. Al ruolo di vertice, qui la scelta di aprire alla partecipazione popolare dell’esponente leghista, potranno aspirare anche i cittadini in possesso dei requisiti di candidabilità, eleggibilità e compatibilità alla carica di consigliere comunale.

Il tasto "edilizia scolastica"

Un altro punto toccato da Roberti è stato quello legato “all’emergenza dell’edilizia scolastica” che a stretto giro è stata coinvolta nella riforma degli enti locali. Nei quattro capoluoghi regionali verranno creati infatti altrettanti “centri di decentramento” dove verrà impiegato “personale assorbito dalle precedenti Uti”. I dipendenti transiteranno all’interno dello “scatolone” anche per “ovviare a questa situazione”. In questo modo, ha concluso Roberti “a partire dal 1 aprile 2020 saremo in grado di garantire l’immediata operatività dell’edilizia scolastica superiore”.

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