Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

Rigassificatore: i Docenti di Ingegneria Navale di Trieste Interrogano il Comandante della Capitaneria di Porto

Riceviamo dal Tavolo Tecnico sul Rigassificatore e pubblichiamo:Lettera aperta all'Ammiraglio Antonio BasileEgregio Ammiraglio Basile,Abbiamo letto la sua intervista sul Piccolo del 5 agosto. In quanto docenti di Ingegneria Navale dell'Università...

Riceviamo dal Tavolo Tecnico sul Rigassificatore e pubblichiamo:

Lettera aperta all'Ammiraglio Antonio Basile
Egregio Ammiraglio Basile,
Abbiamo letto la sua intervista sul Piccolo del 5 agosto.
In quanto docenti di Ingegneria Navale dell'Università di Trieste, conosciamo ovviamente la Convenzione Internazionale per la Sicurezza in Mare (SOLAS-IMO) e le norme di sicurezza introdotte in Italia per impianti di rigassificazione.
Abbiamo esaminato la documentazione tecnica del rigassificatore di Trieste relativamente all'utilizzo del mare ed all'operatività delle navi gasiere nel Golfo.
Tralasciando le palesi irregolarità del progetto di Zaule, ci consenta di rivolgerle pubblicamente alcune domande riguardanti l'impatto del rigassificatore sul futuro traffico portuale.
Ha considerato che le norme SOLAS-IMO impongono che, per tutto il tempo necessario allo scarico del gas, le navi metaniere devono avere la prua al mare ed i motori attivati, con il canale navigabile libero, per potersi allontanare immediatamente, senza attendere i rimorchiatori, in caso di incidente e/o incendio a bordo o in banchina?
Come ritiene di gestire un'emergenza con il canale impegnato, ad esempio, da una petroliera? Vorremmo sapere se la Capitaneria ha valutato che potrebbero presentarsi situazioni di emergenza anche in condizioni di bora forte.

Sa che le simulazioni di operatività delle navi nel bacino portuale, presentate dai proponenti, sono state eseguite solo con venti deboli?

Tra l'altro, per la natura del carico trasportato, i rischi connessi alle operazioni di scarico del gas liquido sono esasperati per la ristrettezza del bacino portuale e per la presenza di insediamenti industriali pericolosi (effetto domino).

Per tutte queste ragioni, la Capitaneria avrebbe dovuto far eseguire, o quantomeno richiedere all'Autorità Portuale, una vera "analisi di rischio" del traffico in Porto con l'inserimento delle "zone di sicurezza" per le gasiere in evoluzione o in fase di attracco e scarico.

Per non parlare della cosiddetta "security", ovvero di possibili sabotaggi o attacchi terroristici.

Lei certamente conosce l'ordinanza n. 63/2008 della Capitaneria di Porto di Chioggia con relativo "Regolamento di Sicurezza" per il rigassificatore marino, fissato al basso fondale, di Rovigo(emessa in ottemperanza alle disposizioni della Circolare IMO SN1/Circ.257 11/12/06).

Sa che intorno al rigassificatore di Porto Tolle l'Italia ha dovuto introdurre un'area di raggio di circa 3000 metri dove è fatto assoluto divieto di ancoraggio, ed una zona di sicurezza di 2000 metri dove sono vietati il transito, l'ancoraggio, lo stazionamento di navi in attesa, la pesca e qualsiasi altra attività.

Per i rigassificatori terrestri, come quello di Zaule, le distanze di interdizione introdotte all'estero sono di 500 m per Cameron (Golfo del Messico), 900 m per Cook (Alaska), 450 m sia a Chesapeake (Norfolk Virginia), sia a Bradwood (Washington), etc., più una congrua fascia di mare sempre libera (in generale 500 metri su ogni murata nave) per eventuali fughe di emergenza.

Dovrebbe sapere che oggi, come conseguenza del disastro ambientale causato dalla BP, negli Stati USA affacciati sul Golfo del Messico, qualunque mezzo marino che trasporti gas deve consegnarlo a non meno di 65 miglia marine dalla costa.

In quegli Stati non verranno più costruiti rigassificatori on-shore e off-shore fissi, ma si andrà verso soluzioni con rigassificatori a bordo di navi speciali.

Infine, cosa si sente di rispondere al Ministro Clini quando afferma (28/02/12) che «un terminale di rigassificazione comporta dei vincoli per il territorio circostante e per la movimentazione dei traffici del porto»?

Egregio Ammiraglio, dalla sua intervista traspare un certo suo scetticismo sulla realizzabilità della Piattaforma Logistica e del Terminal Traghetti alle Noghere, in presenza del rigassificatore.
Non le pare che il rigassificatore sarebbe incompatibile col raddoppio del molo VII e col nuovo molo VIII?

Forse ha presso atto che «il nuovo Piano Regolatore del Porto non viene rilasciato a causa del rigassificatore» (Ministro Clini, 24/07/12) e che concetto analogo ha sostenuto anche il principale terminalista («il traffico di gasiere, petroliere e portacontainer non sarebbe conciliabile con il rigassificatore» Maneschi, 29/07/12)?


Fiduciosi in una sua pubblica risposta, Le inviamo cordiali saluti.

A titolo personale, I componeti del Tavolo Tecnico Rigasssificatori Trieste:

Giorgio Trincas, Professore di Progetto Navi e di Propulsione Navale
Radoslav Nabergoj, Professore di Tenuta della Nave al Mare e di Navi Offshore

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