Martedì, 23 Luglio 2024
La versione della cooperativa / S. Vito - S. Andrea / Piazza Carlo Alberto, 11

"Estranei alla maxi rissa", parlano i gestori della comunità di piazza Carlo Alberto

La gestione della struttura, un tempo casa di riposo chiamata Villa Azzurra, è affidata alla coopeativa Aedis di Pasian di Prato, in provincia di Udine. Il responsabile delle sedi, Francesco Bazzaro: "Siamo stati catapultati in una questione in cui non abbiamo alcuna responsabilità, noi siamo gli aggrediti e non gli aggressori"

TRIESTE - "Siamo stati catapultati in una questione in cui non abbiamo alcuna responsabilità, noi siamo gli aggrediti e non gli aggressori". L'indomani dell'ennesima maxi rissa scoppiata in piazza Carlo Alberto - conclusasi con il trasporto a Cattinara di due minori stranieri rimasti feriti -, a parlare è Francesco Bazzaro, responsabile per le sedi, tra cui quella di Trieste, che la cooperativa Aedis gestisce in regione. Nonostante il caso sia nelle mani della Squadra mobile della questura giuliana, Bazzaro ha affermato di aver riferito la ricostruzione dei fatti ai carabinieri, che però, contattati da chi scrive, sostengono di non avere evidenza del contatto. "Noi non c'entriamo nulla, questa è una comunità tranquilla, con criticità di nessun tipo. I ragazzi vanno a scuola". Nonostante le affermazioni, tempo fa la cooperativa aveva chiesto ed ottenuto lo spostamento in altre strutture di alcuni ospiti. 

La versione di Aedis: "Uno dei nostri ha aperto per dar soccorso"

Oggi all'interno della struttura di piazza Carlo Alberto 11 risiedono dieci minori non accompagnati. Ci sono egiziani, bengalesi, anche due ragazzi di nazionalità pakistana. La versione di Aedis racconta che tre ragazzi pakistani, inseguiti da altrettanti giovani stranieri (secondo gli investigatori si tratterebbe di afghani), avrebbero bussato alla porta della cooperativa per riuscire a sfuggire agli aggressori. Bazzaro non conosce il movente (futili motivi, forse, ma potrebbe esserci l'ombra di attività illecite, ipotesi al vaglio della questura), ma sostiene che "i tre ragazzi che sono entrati nella nostra sede non risiedono qui da noi". Evidentemente i tre maturano l'idea di rifugiarsi all'interno dell'ex casa di riposo denominata "villa Azzurra". Arrivano lì sotto, sempre secondo la ricostruzione fornita al telefono da Bazzaro, e si fanno aprire il portone d'entrata. 

Ferito anche un operatore della cooperativa

"Un nostro ragazzo, per dargli soccorso, ha aperto". Gli aggressori riescono ad introdursi nella struttura, ma i ragazzi residenti lì dentro fanno muro. "I nostri sono stati provocati - continua il responsabile -, anche perché gli altri hanno invaso il loro spazio. Cosa dovevano fare, aspettare le bastonate?". La questione, alla fine, si consuma in strada, a pochi metri dalla comunità. Spuntano due tre coltelli, alcuni bastoni, anche un taglierino. "Un nostro operatore esperto (sulla cinquantina) è rimasto lievemente ferito, ha subito un graffio". Nella comunità Bazzaro sostiene sia attivo un servizio di sorveglianza notturna "a tutela dei ragazzi e di tutta la comunità". 

"Si sta molto poco a sparare su chi si occupa di accoglienza"

La cooperativa, questo in base alle affermazioni del responsabile, avrebbe prodotto delle prove per evidenziare come sul caso non abbia alcuna responsabilità. "Sarà stata una faida tra gli altri ragazzi, i nostri non c'entrano". Alcuni giorni fa c'è stato un incontro della cooperativa (che paga un affitto) con la proprietà dell'immobile. "Qui non è mai successo niente. Questa è la verità, purtroppo si sta molto poco a sparare a zero contro chi si occupa di accoglienza". Recentemente la cooperativa Aedis era salita agli onori delle cronache regionali a causa dell'aut aut che il sindaco di Udine, Felice De Toni, aveva inviato ai vertici per quanto riguarda la struttura di viale XXIII marzo. Il primo cittadino aveva emanato un'ordinanza per la sua chiusura, ordinanza poi revocata dal Tar all'inizio di ottobre. Nella notte tra il 30 e il 31 dicembre 2022, nella comunità per minori gestita da Aedis a Pasian di Prato era scoppiato un violento rogo in cui era deceduto Ledjan Imeraj, diciassettenne albanese ospite della struttura. 

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