menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

“Ristori subito, o chiuderemo” l’appello disperato di Fipe - Confcommercio

Finora, denuncia l'associazione, "ristori irrisori, in estremo ritardo e cassa integrazione che arriva a singhiozzo". Nessuna esortazione ad aderire alla campagna #ioapro: "Non possiamo spingere i nostri associati al mancato rispetto delle regole, mettendoli a rischio"

"Sono passati oltre dieci mesi da quando le nostre attività sono state stravolte. Siamo disorientati, la preoccupazione ha lasciato spazio alla paura: paura di non essere più in grado di riaprire tra qualche mese l’attività, paura per la tenuta dell’azienda che nei prossimi anni dovrà sobbarcarsi comunque i debiti contratti in questi mesi, paura per la tenuta sociale e il futuro delle nostre famiglie e dei nostri dipendenti". Lo dichiara Fipe Confcommercio Fvg in un appello inviato questa mattina agli organi di stampa.

"Dietro a molti dei nostri local - spiega Fipe Confcommercio - c’è la storia del Friuli Venezia Giulia, ci sono le tradizioni di questo territorio, la fatica di generazioni, la valorizzazione di prodotti e produttori locali.  La politica nazionale (quella regionale non possiamo negare ci abbia interpellato costantemente e teso una mano) si è limitata a classificarci come “attività non indispensabili”, provvedendo a ristori irrisori, arrivati sempre con estremo ritardo e con la cassa integrazione per i nostri dipendenti che arriva a singhiozzo. Siamo con le spalle al muro, consci che i prossimi mesi ci riserveranno ancora chiusure e importanti restrizioni".

Nessuna esortazione, da parte dell'associazione di categoria, ad aderire all'iniziativa #ioapro che in questi giorni si sta diffondendo sui social: "A fronte di tanto disagio e di tanta preoccupazione, comprendiamo la rabbia di chi propone iniziative di protesta, ma come associazione di categoria non possiamo spingere i nostri associati al mancato rispetto delle regole, mettendoli a rischio sanzioni e chiusure. Senza contare che aperture forzate e i locali pieni potrebbero prestare il fianco a chi da mesi cerca di farci passare per 'irresponsabili' e 'untori'. Serve restare uniti, dimostrare consapevolezza della situazione e non alimentare conflitti all’interno della categoria, mettendo gli esercenti gli uni contro gli altri come alcuni stanno cercando di fare per proprio personale tornaconto. Allo stesso modo, ed è per questo che Fipe Confcommercio si sta muovendo, vanno pretesi indennizzi che ripaghino la categoria degli sforzi degli ultimi mesi, consentendo alle nostre aziende di restare vive, in attesa di riaperture definitive".  

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Utenze

Canone Rai: come richiedere l'esenzione per l'anno 2021

social

Blue Monday: oggi è il giorno più triste dell'anno

Ultime di Oggi
  • Cronaca

    Crac Cooperative operaie: assolti tutti e tre gli imputati

  • Cronaca

    Multato per due volte in una sera il bar di Foro Ulpiano

  • Cronaca

    Covid: crolla il tasso di positivi, in calo gli isolamenti

Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Veicoli Commerciali

    Mezzi pesanti: regole e limiti di velocità

  • Scuola

    Metodo di studio: i consigli per memorizzare in poco tempo

Torna su

Canali

TriestePrima è in caricamento