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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

Su Telegram minacce di morte al sindaco, ma i no green pass sbagliano persona

Nel canale Basta Dittatura è stato pubblicato un articolo di Imola Oggi che attribuiva, in maniera errata, le parole del presidente di Confindustria Michelangelo Agrusti "se questa è una guerra i no vax sono disertori", al primo cittadino di Trieste. Ennesima pagina buia dei social

"Se lo becco in strada lo sfiguro con l'acido solforico", "ha scritto la sua fine", "uccidiamo questa m**** e impaliamola in mezzo a quella piazza. Così ci sta solo lui a farsi mangiare dai vermi. Bastardo criminale". Sono solamente alcune delle pesanti offese e minacce di morte che tra ieri 1 ed oggi 2 novembre alcuni utenti del canale Telegram "Basta Dittatura" hanno rivolto al sindaco di Trieste Roberto Dipiazza. "Tutti a casa del sindaco per farli vedere cosa succede in guerra" è l'appello lanciato dal canale. Nel modus operandi ormai noto ed ampiamente tollerato dalla stessa proprietà di Telegram, gli admin chiedono di scrivere indirizzo di casa e numero di telefono. Poi arriva qualcuno che pubblica gli indirizzi mail ufficiali della segreteria e dello stesso primo cittadino. 

L'ennesimo errore

Al di là delle preoccupanti minacce di morte, nell'operazione digitale che ogni tot prende di mira rappresentanti istituzionali, giornalisti e chiunque sia responsabile di non essere schierato con il dissenso, molto spesso c'è grande disinformazione. Come per il caso del capo di gabinetto della questura di Trieste, scambiato con il dirigente della polizia di frontiera che diede l'ordine di sgombero davanti al varco 4 del porto di Trieste, anche in questo caso l'errore è grossolano. "Se siamo in guerra questi sono disertori" è una affermazione pronunciata dal presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, e non dal sindaco Roberto Dipiazza. Agrusti aveva infatti detto "qui non fuciliamo nessuno ma va fatta ricadere il peso di eventuali restrizioni sui non vaccinati". 

Sgombero in porto: minacce al poliziotto che ha dato l'ordine, ma i no green pass sbagliano tutto 

L'intervento dell'autorità giudiziaria?

Insomma, dalla platea dei social l'ennesima pagina buia fatta di odio, minacce di morte ed offese. Paradossalmente, i processo social agli organi di informazione (e in qualche caso anche fisico, con le aggressioni avvenute ai danni di operatori e giornalisti in occasione dei cortei triestini) provengono proprio da chi poi commette errori grossolani. Dagli ambienti vicini al sindaco fanno sapere che sono arrivate numerose minacce ed offese. Il primo cittadino non si scompone e tira dritto. 

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