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Immigrazione clandestina, in manette passeur di 35 anni

Un cittadino di origine serba di 35 anni è stato arrestato dalla Squadra Mobile dopo più di due anni di indagini dirette dalla Direzione Antimafia di Trieste. Solo l'ultimo caso di una lunga serie di fermi per il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina

Nel corso della mattina di ieri 26 giugno la Polizia ha arrestato un cittadino di nazionalità serba di 34 anni accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Le indagini, partite nel marzo del 2017 e dirette dalla Direzione Distretturale Antimafia del capoluogo regionale a causa di un "anomale incremento delle richieste di protezione internazionale presentate da parte di cittadini di etnia kosovara", hanno portato all'individuazione di altri cittadini stranieri provenienti dal Kosovo e "già deferiti alla Procura". 

L'avvio delle indagini 

I primi accertamenti hanno consentito di evidenziare come, in più di una occasione, alcuni richiedenti protezione siano stati accompagnati presso l’Ufficio Immigrazione della Questura da connazionali già inseriti nel tessuto cittadino, fornendo a corredo delle proprie istanze il medesimo recapito. Tale circostanza ha fatto scattare il campanello d'allarme. Secondo la nota infatti c'era "il fondato sospetto che i domicili dichiarati potessero essere di comodo e comunicati al fine di soddisfare uno dei requisiti richiesti per ottenere il titolo di soggiorno".

Operazione "Gallery"

Gli accertamenti sviluppati nel corso dei mesi hanno consentito di svelare l’operatività di alcuni soggetti dediti al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. È stato accertato come i migranti giungessero in Italia seguendo una rotta che dal Kosovo attraversa la Serbia, quindi la Croazia, fino al confine con la Slovenia; proprio presso tale confine i “viaggiatori” venivano fatti sostare in prossimità di una galleria ferroviaria, da cui il nome dell’operazione. Gli stessi, anche in condizioni climatiche avverse, restavano in attesa per il tempo necessario all’organizzazione del viaggio finale che prevedeva il recupero e il trasporto degli stessi a Trieste e il successivo instradamento verso destinazioni in Italia o nel centro Europa.

Le intercettazioni

È stata evidenziata l’operatività di alcuni soggetti che, per il tenore delle conversazioni intrattenute con altri complici e le modalità di partecipazione ai vari trasporti dei migranti, si sono dimostrati particolarmente attivi nel gestire il traffico di clandestini. Nel corso della complessa attività d’indagine sono stati ricostruiti, anche attraverso l’esame delle conversazioni effettuate con i sistemi di messaggistica quale “viber” presenti sugli apparati telefonici sequestrati ai passeur via via tratti in arresto, ventidue viaggi illegali che hanno permesso l’ingresso in territorio nazionale di diversi clandestini di etnia prevalentemente kosovara.

Gli arresti precedenti

A riscontro delle attività di indagine tra la fine del 2017 ed il 2018, sono stati tratti in arresto in flagranza di reato in distinte occasioni 7 cittadini kosovari, indagati nel medesimo procedimento, colti nell’atto di trasportare numerosi clandestini kosovari in ingresso stato o dall’Italia all’Austria e Francia. Il compendio investigativo raccolto ha così consentito di raccogliere altre fonti di prova a carico degli indagati anche residenti a Trieste e, tra questi, l’arrestato di ieri, che, dopo le formalità di rito, è stato ristretto presso la locale Casa Circondariale a disposizione dell’autorità giudiziaria procedente.

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