Giovedì, 18 Luglio 2024
Rotta balcanica

Riammissioni illegittime, nuova condanna per il Viminale

La sentenza del Tribunale di Roma. Il ministero dell'Interno dovrà risarcire un migrante pakistano trattenuto e respinto nell'ottobre 2020 dall'Italia verso la Slovenia e poi a catena verso Croazia e Bosnia ed Erzegovina

ROMA - Dopo la prima sentenza emessa il 18 gennaio 2021, il Tribunale di Roma ne ha emessa una seconda. Questa volta ha condannato il Ministero dell'Interno italiano a risarcire 18.200 euro a un richiedente asilo pakistano, trattenuto e respinto nell'ottobre 2020 dall'Italia verso la Slovenia e poi a catena verso Croazia e Bosnia ed Erzegovina. Lo ha riprotato la rete RiVolti ai Balcani. La sentenza è stata emessa il 9 maggio 2023. Secondo la RiVolti ai Balcani, questa ordinanza è "una dimostrazione inequivocabile dell'illegalità delle 'prassi' messe in atto dal governo italiano e dai governi europei alle frontiere".

La decisione del Tribunale di Roma ha messo nuovamente in evidenza l'illegittimità della procedura di riammissione implementata al confine orientale italiano sulla base di un accordo tra Italia e Slovenia risalente al 1996, mai ratificato dal Parlamento italiano. Una procedura che il governo italiano, dopo averla sospesa a seguito della decisione del gennaio 2021, ha deciso di ripristinare nel novembre 2022. In particolare, è stata accertata una grave violazione delle norme internazionali, europee e interne che regolano l'accesso alla procedura di asilo. Le riammissioni, eseguite senza la consegna agli interessati di alcun provvedimento e senza un esame delle situazioni individuali, hanno portato a una chiara violazione del diritto di difesa e del diritto alla presentazione di un ricorso effettivo. 

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