Rotta balcanica, il 20 per cento dei migranti riammesso in Slovenia

La polizia del Dipratimento di Capodistria ha diffuso il report su nazionalità, riammissioni, arresti e dell'attività dei primi otto mesi del 2020. Numeri in calo rispetto al 2019

Il numero di migranti rintracciati dalla polizia del Dipartimento di Capodistria nei primi otto mesi del 2020 è sceso del 25,4 per cento rispetto al 2019. Il numero complessivo, diffuso da una nota ufficiale delle autorità di polizia slovene, è infatti pari a 2353 contro i 3155 dell'anno precedente. Dei migranti rintracciati quest'anno, 444 sono stati riammessi dalle autorità italiane, numero che fa segnare un incremento del fenomeno dei cosiddetti respingimenti pari al +279,5 per cento. 

Le riammissioni, il confronto tra il 2019 e quest'anno

Le oltre 440 riammissioni del 2020 costituiscono all'incirca il 20 per cento degli arrivi registrati nella fascia confinaria di dieci chilometri, spazio all'interno del quale, in base agli accordi bilaterali italo-sloveni del 1996, sono previste le riammissioni. Nel 2019 le riammissioni erano state 117, vale a dire circa il 4 per cento degli arrivi. Confrontando i dati quindi si evidenzia un considerevole aumento dello strumento delle riammissioni. Si parla di oltre il 15 per cento tra l'anno scorso e il 2020. 

Le nazionalità: afghani e pakistani

Ad essere stati riammessi in maggior numero sono cittadini pakistani e afghani (rispettivamente 185 e 160, contro i 9 e i 5 dell'anno scorso), mentre sono 27 le persone originarie dal Marocco e riammesse in Slovenia. I cittadini bengalesi riammessi sono stati 19 (contro i due del 2019) ed infine 16 cittadini turchi (il cui numero non cambia granché rispetto all'anno precedente, visti i 13 riconsegnati alla polizia slovena da parte delle autorità italiane). 

Le percentuali sul totale

Sempre sul fronte delle nazionalità, dei 2353 migranti fermati dalla polizia slovena ben 854 sono risultati originari dall'Afghanistan (circa il 30 per cento totale e in aumento rispetto all'anno scorso ndr), 652 cittadini di origine pakistana (poco meno del 30 per cento e in calo rispetto al 2019), 128 iracheni, 121 persone di nazionalità marocchina, 104 persone provenienti dal Bangladesh, 87 cittadini turchi, 66 siriani, 63 iraniani, 56 algerini ed infine 53 kosovari. 

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I passeur

Per quanto riguarda il reato di immigrazione clandestina la polizia slovena ha sporto 128 denunce (contro le 137 dell'anno scorso). In questa lista finiscono anche passeur di nazionalità europea, ucraini, moldavi, croati, serbi e sloveni, come pure cittadini trafficanti di esseri umani nati in Paesi del Medioriente ma residenti in Europa. Interessante il dato diffuso dal Dipartimento di Capodistria che menziona un aumento dei passeur che accompagnano a piedi i gruppi di migranti provenienti dai campi profughi della Bosnia nordoccidentale. 

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