"Quadro stabile e in linea, no a propaganda", Ics e Caritas pubblicano i dati sull'accoglienza

E' stato presentato oggi 26 giugno il consueto report curato da Ics e Caritas sul sistema di accoglienza nel capoluogo regionale. "Dalla politica solo propaganda sulla pelle di queste povere persone", così don Alessandro Amodeo e Gianfranco Schiavone

foto di reportorio

La situazione relativa all’accoglienza a Trieste è "stabile" e l’unica emergenza in corso è quella che fa sì che “le vite delle persone diventino strumento di propaganda politica”. A dirlo sono l’Ics e la Caritas che questa mattina all'interno della Curia Diocesana del capoluogo regionale hanno diffuso gli ultimi dati dell’ormai consueto report in merito all’arrivo a Trieste dei migranti. Nonostante i numeri delle visite effettuate dal 118 dal 20 aprile al 25 giugno parlino di circa 1000 persone prese in carico dai sanitari, la questione, secondo Gianfranco Schiavone e don Alessandro Amodeo, “mette in luce numeri che, seppure forti, non sono così più importanti rispetto al 2019”. 

Isolamento fiduciario e una "certa linea nel dare notizie"

Puntando il dito contro “una certa linea nel dare notizie”, Ics e Caritas hanno affermato che “l’accoglienza triestina funziona e il sistema ha retto anche durante l’emergenza sanitaria”.  Sul fronte dell’assistenza sono stati 18 i tamponi effettuati, senza che nessuno di essi evidenziasse positività al CoViD-19. I migranti sono stati messi nel cosiddetto “isolamento fiduciario”.

"Ci siamo sempre"

“Ci siamo sempre, nei giorni in cui arrivano in 100 e nei giorni in cui arriva anche una sola persona” ha detto don Amodeo. “Non siamo al collasso, né siamo collassati. Non bisogna usare la propaganda, né tantomeno l’immigrazione a fini politici. Sono tutte persone che cercano un futuro stabile e hanno bisogno di certezze”. Quando una persona si allontana dai centri di accoglienza, secondo Schiavone e Amodeo, “non abbiamo il potere di fermarlo. Non siamo un ente di polizia. Segnaliamo alla Prefettura e all’Azienda Sanitaria che poi registrano il dato”.

Un attacco "senza precedenti"

Per Ics e Caritas la situazione è seria ed il quadro è molto più complesso di come viene raccontato. “Abbiamo subito un attacco senza precedenti e con obiettivi dichiarati di voler eliminare questo sistema di accoglienza”. Anche sul fronte dei rapporti con le istituzioni, Schiavone ha detto di essere rimasto “sconcertato da alcune dichiarazioni rilasciate dal prefetto Valerio Valenti in tema di immigrazione”. 

Provenienza, età e presenze

Andando ad analizzare la provenienza dei migranti, la mappa è la stessa del 2019, con Afghanistan, Pachistan e Iraq in “testa” per numero di arrivi. “Parliamo di aree dove vi sono conflitti di lungo corso e mai conclusi” ha osservato Schiavone che ha messo in luce il fatto che, a livello di presenze, “nei primi cinque mesi del 2020 abbiamo registrato una diminuzione”. I dati che Ics e Caritas hanno diffuso sarebbero “in linea con la media dei paesi dell’Unione Europea”. Anche sul fronte anagrafico i dati sono in linea con gli anni precedenti. “La maggior parte è sotto i 30 anni” hanno detto Schiavone e Amodeo.

Persi 50 dipendenti

Un altro dato evidenziato è stato quello del personale che lavora nel sistema di accoglienza. “Abbiamo perso circa 50 dipendenti – hanno fatto sapere – e ad oggi rimaniamo in 235 in totale, di cui 169 sono operatori”. Proprio a difesa degli operatori, Schiavone ha voluto spendere una parola. “Dicono che sono ragazzini, ma non è così. Il personale è sempre qualificato e ciò che sento è semplicemente un’accusa falsa”.

Domani il report di Rivolti ai Balcani

Infine, Schiavone e Amodeo hanno sottolineato la “preoccupazione per quanto riguarda i traumi successivi al viaggio, un aspetto che non sempre viene messo in luce”. Tra respingimenti, riammissioni e accordi più o meno ufficiali tra istituzioni e comparto sanitario, Ics e Caritas hanno diffuso la notizia che nella giornata di domani 27 giugno, a Milano è in programma la presentazione di un “grosso” report stilato da Rivolti ai Balcani (che assieme a una trentina di associazioni fa parte di Amnesty International) dove troverà spazio anche la questione del confine orientale. A tal proposito Ics e Caritas hanno dichiarato di “non aver voluto parlare di questo. È troppo rilevante e ha un carattere internazionale”. Le riammissioni (o respingimenti ndr) sono, a detta di Schiavone, “un’orribile pagina per questa città e sicuramente la questione avrà moltissimi sviluppi”. Si presuppone anche legali. 

A questo link è possibile scaricare il report completo

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