Obiettivo passeur: le polizie di Italia e Slovenia mettono nel mirino i trafficanti

Negli ultimi giorni sono aumentati gli arresti dei trafficanti di esseri umani. Fermati due passeur in piazza Venezia a Trieste, mentre tra ieri e oggi in Slovenia un ucraino, un georgiano e un rumeno sono stati fermati e arrestati

Tra l'Italia e la Slovenia continuano le operazioni di polizia che puntano a stroncare la rete di passeur responsabili di trasportare illegamente i migranti provenienti dai campi della Bosnia. Dopo alcuni arresti avvenuti tra la Bassa friulana e l'area del Carso triestino (a cui si aggiunge l'episodio avvenuto nella notte tra il 19 e il 20 agosto a Trieste, con due trafficanti di uomini arrestati nella centralissima piazza Venezia), anche in territorio sloveno sembra esserci una certa fibrillazione per quanto riguarda l'attività di contrasto all'immigrazione clandestina. 

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Gli arresti del 20 agosto

E' notizia di oggi infatti l'arresto di tre passeur effettuato dagli agenti del Dipartimento di Polizia di Capodistria tra il 20 agosto e la mattinata odierna. Alle 11:30 di ieri è stato il personale di polizia di Topolec (località ai piedi del monte Sneznik, vero e proprio varco tra Croazia e Slovenia ndr) a fermare una Skoda guidata da un cittadino ucraino di 27 anni che, per aver trasportato un uomo di origini egiziane e una donna proveniente dall'Eritrea (stipati nel bagagliaio), è stato arrestato. Sempre nella giornata del 20 agosto, la polizia slovena ha fermato ad Erpelle una roulotte guidata da un cittadino di origine georgiana intento a trasportare cinque persone di origine afghana e per questo arrestato. 

Fermati in pieno centro a Trieste: arrestati due passeur

Fermato un passeur a Belvedur

Infine, questa mattina poco prima delle 8 la polizia di Capodistria ha arrestato un cittadino rumeno responsabile di aver introdotto clandestinamente sei egiziani e due iracheni. E' stato fermato nella zona di Belvedur a bordo di una Renault. Quest'ultimo fermo potrebbe lasciare intendere che parte della rotta balcanica (non quella che i migranti percorrono a piedi, bensì quella che si sposta grazie ai passeur) abbia iniziato a prendere in considerazione anche i valichi minori o, come in questo caso, quelli definiti "agricoli". 

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Le attività a ridosso del confine

L'intensificazione delle attività transfrontaliere che puntano a contrastare l'immigrazione clandestina e a stroncare il traffico di esseri umani potrebbe essere solamente la punta dell'iceberg di una operazione ben più vasta. Nonostante non vi siano evidenze investigative né in Italia né in Slovenia, l'aumento delle operazioni a ridosso del confine potrebbe essere interpretato come la parte visibile (in questo momento) di un lavoro ben più complesso ed impegnativo, con il coinvolgimento di diverse realtà. 

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Le attività in fibrillazione

Provare a smantellare la rete di trafficanti che governa la Rotta balcanica è l'auspicio che sembrerebbe diffondersi sempre più all'interno degli ambienti investigativi. Per ottenere un risultato da comunicare alla stampa e ai cittadini, Italia e Slovenia devono mettere da parte le reciproche rivendicazioni (vedi le accuse al mancato rispetto del trattato di Dublino, ad esempio) e lavorare assieme. Ieri 20 agosto a Trieste si è tenuta una riunione tra i vertici della Prefettura, della Questura, della Polizia di Frontiera e delle diverse forze dell'ordine. Tra i temi toccati, anche il fermo dei due passeur in pieno centro a Trieste. Un'episodio che non era mai successo prima d'ora. 

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