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Tra Slovenia e Italia la Rotta va avanti nel silenzio: in tre giorni fermati 76 migranti

Nella giornata di ieri la Polizia di frontiera ha intercettato 22 persone. Gli agenti del Dipartimento di Capodistria da venerdì ne hanno individuato altri 54

Nel silenzio provocato dal CoViD-19 il flusso della Rotta balcanica non si ferma. Nella giornata di ieri 15 novembre la Polizia di frontiera ha infatti intercettato in territorio carsico un gruppo composto da 22 migranti. Le persone, prevalentemente di nazionalità afghana e pakistana, sono state prese in carico dal personale di polizia presso la struttura di prima accoglienza situata a Fernetti. All'interno del gruppo sono stati individuati anche alcuni soggetti minorenni. Tranne tre persone condotte in ospedale a causa dello stato febbrile, gli altri 19 migranti erano in buone condizioni di salute.

I rintracci in territorio sloveno

Nonostante i dati dei rintracci sulla Rotta siano in calo, per quanto riguarda i varchi d'entrata sul confine croato-sloveno il transito di migranti rimane una costante. Tra venerdì 13 e domenica 15 novembre gli agenti del Dipartimento di polizia di Capodistria hanno rintracciato sul territorio della vicina Repubblica complessivamente 54 persone provenienti dalla frontiera croata. Ventisei sono risultati di nazionalità afghana, 10 provenienti dal Nepal, otto persone di nazionalità bengalese, sei irianiani, tre siriani, un cittadino turco e uno proveniente dal Pakistan. 

La zona e le ultime notizie

I rintracci sono avvenuti nella zona di Poljane, Materia, Jelsane, Ilirska Bistrica e Petrinje, in una zona riconducibile alla direttrice che dalla frontiera croata di Rupa-Pasjak conduce in direzione di Kozina e poi verso il confine italiano. Sul fronte del contrasto al traffico di esseri umani, la scorsa settimana la polizia slovena ha denunciato un passeur triestino di 29 anni. Il giovane si trovava alla guida di un'autovettura con targa italiana a bordo della quale sono stati identificate quattro persone di nazionalità afghana. Dovrà rispondere davanti alla magistratura slovena del reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. 

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