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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Il Siulp critico sulle pattuglie miste: "Come svuotare il lago di Garda con un cucchiaio"

Secondo il segretario provinciale della sigla sindacale a Trieste "se si vuol affrontare questo problema seriamente in termini di concretezza servono uomini e mezzi". I pattugliamenti misti iniziati lunedì 1 luglio

Dopo l'avvio dei pattugliamenti misti sul confine tra l'Italia e la Slovenia alle spalle di Trieste sono emerse posizioni diverse sulla scelta di istituirle. Tra le numerose reazioni - alcune positive e altre meno - quella proveniente dal Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia sembra essere quella più critica. Il segretario provinciale di Trieste, Fabrizio Maniago, ha definito le "tanto attese pattuglie miste" come "la panacea di tutti i mali, l’Armageddon che permetterà di frenare il flusso epocale di migranti" un'affermazione dai toni provocatoriamente sarcastici. 

Secondo Maniago i conti non tornano

"Alcuni dati oggettivi - ha continuato Maniago - dovrebbero far riflettere subito sulla portata risolutiva della risposta mediatica. Si legge che le pattuglie miste opereranno su una linea di 10 chilometri. Ciò significa che, considerato il fronte confinario che risulta essere di 243 chilometri (o 232 non si è capito), la copertura del territorio interessato dalla vigilanza delle pattuglie miste sarà del 4,11 per cento". "Ancora, sempre dai media si apprende che le pattuglie congiunte italo-slovene opereranno quattro volte a settimana. Considerato che una settimana consta di 168 ore e che quattro turni di servizio da sei ore corrispondono a 24 ore, la copertura temporale dei controlli congiunti sarà del 14,2 per cento". Insomma, per Maniago vero e proprio "grasso che cola". 

"Svuotare il lago di Garda con un cucchiaio"

"Chi non ha la memoria corta è ben conscio della lotta all’immigrazione clandestina posta in essere con l’introduzione dell’articolo 10bis del decreto legislativo 286/98. Una norma di pura creazione legislativa che sulla carta, nel 2009 ha criminalizzato l’ingresso illegale in ambito nazionale del migrante, comminando un’ammenda che va dai 5000 ai 10 mila euro. Un’ammenda che credo nessuno fino ad oggi abbia mai pagato, ma sarei curioso di conoscere il dato nazionale". Secondo il segretario del Siulp "l’effetto delle pattuglie miste sarà più o meno lo stesso. Gestire il fenomeno migratorio in questi termini è come voler svuotare il lago di Garda, con un cucchiaio da minestra".

Secondo la Polizia slovena siamo di fronte ad un aumento

"Serve un arruolamento e uno svecchiamento"

"Se si vuol affrontare questo problema seriamente in termini di concretezza servono uomini e mezzi. Meno droni e telecamere e più presenza fisica, cosa che avevo già indicato dopo il primo furto presso il locale nosocomio cittadino (abbiamo visto tutti com’è andata a finire). Servono poliziotti sul campo giovani, serve uno svecchiamento, servono le nuove leve uscite dalle scuole di formazione. Serve un arruolamento massivo. Gli ingressi oggi a stento riescono a reggere il turn over completo dei pensionamenti, ma siamo sotto organico di 20 mila unità a livello nazionale, mentre a Trieste abbiamo perso negli ultimi anni il 15 per cento di una forza lavoro, a fronte di un considerevole aumento dell’età anagrafica".

"Un veto su tutta l'attività dell'immigrazione"

Per Maniago quindi "i numeri dei migranti fortunatamente li passa la Slovenia perché a Trieste, quand’anche sono stati dallo scrivente richiesti, da Roma è arrivato l’altolà. Sembra ci sia un veto su tutta l’attività afferente l’immigrazione. Rintracci, respingimenti, espulsioni coatte è tutto secretato, in barba alla casa di vetro auspicata dal Turati già nel 1908. Qui o si cambia passo o tra poco verremo sopraffatti dagli eventi, anzi, è già tardi". 

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