Rotta balcanica sul Carso, 30 migranti riconsegnati alla polizia slovena

Negli ultimi quattro giorni sono stati oltre 50 le persone trattate dalla polizia del Dipartimento di Capodistria. Trenta di esse sono state riammesse in Slovenia dalle autorità italiane

Negli ultimi quattro giorni la polizia del Dipartimento di Capodistria ha "trattato" 54 migranti in un'area che si estende dal monte Sneznik al territorio retrostante il confine con l'Italia. Durante il fine settimana appena trascorso sono state 46 le persone che la polizia slovena ha preso in carico, 30 delle quali riammesse in Slovenia dalle autorità italiane. Trentasette su 46 sono di nazionalità afghana, quattro provengono dal Pakistan e i restanti cinque originari rispettivamente dalla Palestina, dall'Iran, dalla Turchia, dal Marocco e dall'Algeria. Tra ieri 13 luglio e questa mattina invece sono stati otto i migranti fermati, di cui tre dal Kosovo, tre dal Marocco, uno dalla Siria e uno dall'Algeria. 

A scrivere delle riammissioni (che secondo il presidente dell'Ics Gianfranco Schiavone rappresenterebbero dei veri e propri respingimenti ndr) è stato anche l'Huffington Post in un articolo pubblicato ieri 13 luglio dal titolo "Il silenzio sugli innocenti". "In un pressoché generalizzato silenzio da mesi - scrive Giulio Marcon, portavoce della campagna Sbilianciamoci - centinaia probabili di richiedenti asilo vengono fermati a Trieste e nelle altre località della regione, rispediti in Slovenia e da qui trasportati in Croazia e poi in Bosnia Erzegovina". 

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