Martedì, 16 Luglio 2024
Continua l'emergenza

Non è una città per migranti: in 500 costretti a dormire in strada, mai così tanti

Numeri così alti, causa anche l'assenza pressoché totale di ricollocamenti e trasferimenti in altre città, non si erano mai visti. Il mondo dell'accoglienza: "Siamo allo stremo, l'altra sera abbiamo dovuto sospendere la somministrazione dei pasti, la situazione è insostenibile". Tra aggressioni, ammiccamenti della criminalità e la rete di solidarietà, ecco come il sistema è allo stremo

TRIESTE - Numeri così elevati di persone fuori dal sistema non si erano mai visti. Secondo l'aggiornamento presentato questa mattina dalla rete di associazioni e realtà di volontariato che da anni lavorano in prima linea sul tema dell'accoglienza, sono 494 i richiedenti asilo che ad oggi 24 agosto sono costretti a dormire all'addiaccio, tra l'ex Silos e ricoveri di fortuna più o meno distribuiti sul territorio giuliano. Gli arrivi sono cresciuti a dismisura e sfiorano le 8000 unità nei sette mesi dell'anno in corso. Confrontando i dati con quelli del 2022, parliamo di 4699 migranti in più rispetto all'anno scorso, di cui poco meno del 50 per cento (2277) solo nel mese di luglio. Trentasette i migranti che in media ogni giorno giungono nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia (contro i 15 dell'anno scorso), con il 16 per cento circa dei numeri complessivi che è rappresentato da minori non accompagnati. Un flusso inarrestabile (anche oggi una sessantina i rintracci, effettuati da personale dell'esercito italiano assieme alla polizia di frontiera), che si ripercuote in maniera drammatica sulla gestione del sistema di accoglienza. 

"La città finge di non vedere"

"Lo Stato è sparito ed ha completamente abbandonato questo territorio - ha spiegato Gianfranco Schiavone, presidente di Ics -, perché le persone non vengono ricollocate altrove. Non si può continuare ad assistere a questa catastrofe, la magistratura dovrà indagare, perché l'abbandono è voluto". L'ultimo grande trasferimento, secondo il report, risale al mese di maggio. In quell'occasione erano stati 138 i migranti trasferiti (secondo numero più alto dell'anno, dopo febbraio che aveva visto ricollocate 227 persone), mentre ad agosto il numero è pari a zero. "La città finge di non vedere - queste le parole di Gian Andrea Franchi di Linea d'Ombra -, la situazione è insostenibile". E' stato lo stesso marito di Lorena Fornasir a denunciare ciò che avviene tra il Silos e piazza Libertà. "Da giugno c'è un gruppetto di persone che si sono rese protagoniste di quattro cinque azioni violente". Aggressioni e liti scoppiate sulla strada e che hanno richiesto l'intervento sia delle forze dell'ordine, che degli stessi volontari. 

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Denunce in questura

"Abbiamo denunciato in questura - ha fatto sapere Francesco Cibati, di Linea d'Ombra - ma le nostre richieste sono cadute nel vuoto". E' possibile che investigatori ed inquirenti stiano indagando sui fatti in questione, ma dalle sedi opportune non trapela alcuna informazione. Nel frattempo, nella "piazza del mondo" l'accoglienza è sempre più in sofferenza. "L'altra sera c'erano 500 persone - ha raccontato Franchi - e alle 11 di sera siamo stati costretti ad interrompere la somministrazione dei pasti, eravamo solo in tre persone". Il sistema, come l'ha definito Schiavone, è "paralizzato". Il Silos è stracolmo, con i migranti stretti tra la spada di Damocle di un possibile ordine di sgombero da parte della prefettura e la totale assenza di una location alternativa. In poche parole, una volta sgomberata la struttura bisognerebbe avere già pronto un luogo dove sistemare queste persone, ma al momento, al di là dei proclami politici, ufficialmente non c'è nulla.  

Una situazione "insostenibile"

Una difficoltà nota da tempo ormai e che in parte è alleviata dalla "rete di solidarietà che abbiamo costruito tra Trieste, il Veneto, ma anche paesi come l'Ungheria, l'Austria ed altri. "Le persone che arrivano non hanno niente - sempre Franchi -, ma continueremo ad esserci, come abbiamo fatto negli ultimi anni". A Trieste ci sono 74 persone che dormono in strada da "più di tre mesi". "Ics ha inviato 10 segnalazioni alla prefettura tra gennaio e agosto, ma non c'è stata risposta. Il mondo dell'accoglienza poi tira per la giacca anche il Comune di Trieste e l'Azienda sanitaria. "E' necessario implementare un piano di intervento umanitario e un rifornimento costante di medicinali: la situazione è insostenibile". 

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