Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Due poliziotti spostati a Lampedusa, il sindacato: "Zona di Trieste trattata da serie B"

La decisione è stata osteggiata anche dallo stesso questore Irene Tittoni. Edoardo Alessio della Fsp: "Troppe criticità, chiediamo un intervento per migliorare la situazione, non solo per i nostri operatori, ma anche per gli stessi migranti"

Riceviamo dalla Federazione Sindacale di Polizia di Trieste e pubblichiamo. 

"Continuano le problematiche inquadrate nella emergenza rotta balcanica, come già denunciato da questo sindacato da tempo, la situazione migratoria ha preso una deriva sempre più grave e crescente, tanto da far evidenziare in maniera incontrovertibile la emergenzialità del fenomeno a Trieste e in Friuli Venezia Giulia. A nulla sono valse le nostre indicazioni, fatte da uomini e donne delle forze dell'ordine sul campo e non dietro alle scrivanie, che evidenziavano da subito le problematiche esistenti, anzi, venivano costantemente ignorate dal ministero e dal governo.

Ora in mezzo a questa travolgente nuova ondata di migranti, ci troviamo anche a dover gestire l’emergenza sanitaria su presidi poco adatti e con rattoppati sistemi logistici. Elencando le criticità piu evidenti si evince la carenza organica di personale sul campo e negli uffici immigrazione a cui si aggiunge l’utilizzo di diverse unità del suddetto ufficio, per l’impiego in ordini pubblici vari al punto da lasciare una sola persona al giorno in presenza in diverse occasioni. Inoltre, va sottolineata l'aggregazione, voluta dal Ministero di due uomini dell’ufficio immigrazione a Lampedusa in rinforzo alla rotta mediterranea (come se qua non avessimo problemi) fra l’altro, aggregazione osteggiata dal questore di Trieste .

Ci sono problemi costanti di linea, sia per fotosegnalamento, che per accedere ai server dei sistemi di riconoscimento e gestione che bloccano o prolungano enormemente i tempi di evasione delle pratiche, e la distanza da uffici fondamentali, come l'archivio dalla questura, che obbliga gli operatori a fare su e giù, con enorme dispendio di tempo e di costi inutili per l’amministrazione, basti pensare al carburante, all'usura dei veicoli, ed al rischio a cui vengono sottoposti gli operatori costantemente su strada per esigenze di ufficio, senza neanche prendere le indennità previste.

Infine, sussiste la sensazione di abbandono che provano i colleghi sul territorio, costretti a turni pesantissimi e privi delle attrezzature e dotazioni necessarie per riuscire a lavorare in sicurezza e tranquillità, costretti a lavorare in strutture non adeguate o rattoppate per un servizio che vorrebbe sicuramente più attenzione e meriterebbe di avere le stesse peculiarità della Sicilia con un Hot Spot ove far sì che non si debba lavorare in prefabbricati ed avere una dignità che al momento latita.

Chiediamo quindi un intervento per migliorare la situazione, non solo per i nostri operatori, ma anche per gli stessi migranti, i quali arrivano sempre più numerosi e trovando sempre meno personale ad accogliergli; insomma una situazione che sul territorio non è come si è definito 'controllata' ma emergenziale. L’impressione è che Trieste ed il confine orientale vengano trattati come una zona di serie B".

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