Cronaca

Rovis (Tp): «Comune di Trieste, lavori per 190 mila euro senza gara a ditta di fuori regione»

Lo rileva nel suo blog personale l'es assessore ed ex consigliere comunale di Trieste Popolsre Paolo Rovis. La vicenda in questione risale all'epoca della precedente amministrazione comunale

«Le parole magiche sono "somma urgenza". Al verificarsi di una situazione improvvisa, la legge consente all'Ente pubblico di affidare i lavori di ripristino direttamente, senza gara. Uno spandimento, un crollo, uno smottamento si affrontano, solitamente, con tale eccezionale procedura». 

Lo rileva nel suo blog personale l'es assessore ed ex consigliere comunale di Trieste Popolsre Paolo Rovis. La vicenda in questione risale all'epoca della precedente amministrazione comunale.

«Qui è il caso di due scuole triestine dai soffitti pericolanti: la "Tuttibimbi" di via Caboro e la "Roli" di Borgo San Sergio. Necessità di intervenire rapidamente per garantire la sicurezza di docenti e allievi».

«Il primo intervento vale 54.600 euro e viene affidato alla ditta triestina Secor.  Il secondo è ben più sostanzioso: 190.000 euro e parrebbe includere, a quanto si legge, interventi urgenti anche nelle scuole "Caprin" e "Dante Alighieri", che però sono già interessate dal cantiere di ristrutturazione. Gli unici verbali di somma urgenza allegati alla determina -  con la quale si affidano i lavori senza gara - riguardano stranamente solo le scuole "Tuttibimbi" e "Roli". Non altre».

«Ma, dicevamo, 190mila euro per lavori affidati (direttamente) a chi? All'impresa lombarda Sicurtecto di Cusano Milanino.  Con buona pace dei proclami e delle promesse degli ultimi anni: "precedenza ai nostri artigiani locali, appalti alle ditte triestine in tutti i casi in cui le norme di legge lo consentano!" Invece siamo alle solite: il Comune prosegue a predicare bene per razzolare male. E a penalizzare le imprese triestine che, amara ironia, sono quelle che con le loro tasse pagano, di fatto, le fatture di chi viene portato qui dal Comune-esattore per sottrarre loro il lavoro».

«Aggiungiamo pure anche il danno dell'IVA. Che, laddove versata nella nostra Regione da ditte qui operanti, ritorna per i 6/10 in servizi per i cittadini. Se versata da ditte con sede altrove, invece, se ne va e basta. La Confartigianato triestina, e gli artigiani edili locali in generale, più volte avevano sollecitato il Comune di Trieste a tenere da conto le imprese locali, già falcidiate dalla crisi del settore». 

«Evidentemente l'appello è entrato da un'orecchio, ma è prontamente uscito dall'altro».

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