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Rubano al Giulia e Scappano su una Fiat 500 Scoiattolo: Presi a Opicina

Una reazione spropositata per un furtarello da niente, sarebbe bastato riconsegnare il maltolto, con tante scuse, e la cosa sarebbe finita lì. Invece C.C. 54enne triestino e la sua compagna S.N. di 35, hanno trasformato la mosca in elefante. Due...

Una reazione spropositata per un furtarello da niente, sarebbe bastato riconsegnare il maltolto, con tante scuse, e la cosa sarebbe finita lì.
Invece C.C. 54enne triestino e la sua compagna S.N. di 35, hanno trasformato la mosca in elefante.
Due giorni fa in via Giulia, erano quasi le 13, alcuni passanti avvicinano una pattuglia di Polizia Locale per segnalare un furto al supermercato del Centro Commerciale: la coppia era stata vista fuggire rocambolescamente a bordo di una strana macchinina gialla (un testimone aveva avuto la prontezza di annotare la targa). Insomma, i due avevano fatto una spesa un po' alternativa, comperando qualche prodotto economico e nascondendone nella borsa altri, un po' più costosi come olio extravergine, un bel pezzo di grana e qualcos'altro; il costo della merce rubata non superava i 20 euro.
Le manovre di occultamento però non sono sfuggite all'addetta alla sicurezza che li ha bloccati all'uscita dal negozio.
Come si diceva, se avessero riconsegnato bottiglia e formaggio, tutto si sarebbe risolto con una brutta figura: invece, alla legittima richiesta dell'addetta, la donna ha reagito con violenza cercando di sferrarle un pugno - mancandola - e sputandole addosso; C.C. si era nel frattempo defilato per raggiungere il suo mezzo, decisamente poco comune: una Fiat 500 Scoiattolo gialla.
La donna lo ha raggiunto di corsa pochi istanti dopo, tallonata dalla dipendente: una volta in macchina, hanno fatto perdere le loro tracce.
Tra l'altro, per rendere l'inseguimento più gravoso, S.N. ha scaraventato a terra alcune moto in sosta davanti al Centro commerciale, danneggiandole.
L'intervento della pattuglia è stato risolutivo: grazie alle testimonianze e alle immagini delle telecamere disponibili in tempo reale presso la Sala operativa, i due sono stati riconosciuti dagli investigatori e identificati; qualche ora dopo sono stati fermati a Opicina, dove era stata rintracciata la loro macchina (impossibile non notarla).
Sono stati denunciati a piede libero per rapina in concorso e danneggiamento volontario (artt. 628 e 635 Codice Penale) e rischiano fino a 13 anni di reclusione, oltre all'obbligo di risarcire i proprietari delle moto.


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