Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Troppo rumore, le città italiane le più esposte d'europa: Trieste supera gli 84 dB

In occasione della European Mobility Week, Amplifon ha misurato la rumorosità delle strade in 20 città italiane: a Palermo il record di rumorosità, Trieste all'ottavo posto

Troppo rumore per strada. Gli italiani sono i più esposti al rumore del traffico in Europa (il 49,4% contro una media del 42,9%) e le strade delle nostre città ne escono assordate: automobili e motorini, clacson, sirene e mezzi pubblici producono in media 82,2 decibel (dB) e i picchi registrati a Palermo, Firenze, Torino, Milano, Roma, Bologna e Napoli superano anche la soglia di guardia degli 85 dB, avvicinandosi pericolosamente al limite dei 90 dB, indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come soglia critica per evitare danni all’udito. Un vero frastuono che alimenta il nervosismo delle persone più esposte al rumore del traffico (+7 punti percentuali rispetto ai meno esposti), provoca disturbi del sonno (+4%) e fa venire il mal di testa (+6%), oltre a mettere a rischio, nel tempo, la funzione uditiva (+11%). 

«In occasione della European Mobility WeekAmplifon ha misurato il livello dei dB nelle strade di 20 città italiane - si legge in una nota stampa -: il triste primato di “capitale del rumore da traffico” va a Palermo, che nella fascia oraria tra le 12 e le 14 raggiunge i 92,6 dB, seguita da Firenze (88,6 dB), Torino (86,8 dB), Milano (86,4 dB), Roma (86 dB),Bologna (85 dB) e Napoli (84,7 dB); mentre Trieste si piazza all'ottavo posto con 84,1 dB. Le strade relativamente più “silenziose” si trovano invece a Catanzaro (75 dB), Bari (75,2 dB) e Potenza (75,6 dB). Valori preoccupanti se si considera che vivere in zone dove il rumore del traffico stradale supera i 60 dB si associa a un incremento della mortalità del 4%, a una probabilità di ictus maggiore del 5% e, curiosamente, anche a un aumento dell’obesità».

Gli esperti suggeriscono di «puntare sui mezzi di trasporto elettrici, sull’asfalto insonorizzante e su un incremento del verde pubblico per proteggere l’udito dei cittadini e per far diventare più smart e “a misura d’orecchio” le città del futuro. Il rumore del traffico ha invaso le nostre città e le nostre vite. Si calcola che in Europa oltre il 50% delle persone che vive in aree urbane con oltre 250 mila abitanti sia esposto a un rumore da traffico stradale medio di 55 decibel: si tratta proprio del livello sonoro oltre cui, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, si possono temere rischi per la salute - continua il comunicato stampa -. Le strade italiane, poi, arrivano spesso a superare anche gli 85 dB e ciò è preoccupante se si considera che il rumore, anche a livelli inferiori, può interferire con la comunicazione verbale, quindi con la concentrazione, lo stato di stress, il rendimento scolastico e lavorativo, fino a diventare causa di incidenti. A questi effetti sono più esposti gli anziani, i bambini, i soggetti che già presentano disturbi dell’udito e della comunicazione», commenta il professore Guido Conti, Responsabile dell’Unità Operativa di Audiologia dell’Istituto di Clinica ORL, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, Roma.

Traffico e rumore: binomio italiano - Quasi 1 italiano su 2 (il 49,4%) è molto esposto al rumore del traffico: si tratta del dato più alto in Europa, conteso solo dai francesi (49,1%), ben superiore alla media del 42,9% e al 33,7% dei silenziosi Paesi Bassi. È anche possibile tracciare un identikit delle “vittime” del rumore della strada, che nel nostro Paese sono soprattutto donne (56%) con un’età media di 47 anni, principalmente impiegate e insegnanti (32%). Tra i più esposti al fracasso di auto e motorini anche i pensionati (16%), i freelance (13%) e le casalinghe (11%).  

Il caos sonoro può incidere sulla salute delle persone, sul loro umore e sull’udito. Gli italiani molto esposti al rumore del traffico si sentono più preoccupati (+7 %), hanno disturbi del sonno (+4 %) e sbalzi d’umore (+7 %), soffrono di mal di testa (+6 %) e problemi di concentrazione sul lavoro e nello studio (+5 %). Inoltre, avvertono un leggero calo dell’udito (+7 %), ronzii nelle orecchie (+4 %) e subiscono un peggioramento, nel tempo, della capacità di sentire (+11 %). 

«Il rumore del traffico rappresenta una delle sfide per le città del futuro, ma gli accorgimenti per renderle a “misura d’orecchio” sono molteplici - spiega il comunicato stampa -. Incentivare l’uso di mezzi elettrici e favorire l’impiego delle biciclette, estendendo la rete delle piste ciclabili, ma anche l’utilizzo di asfalto insonorizzante sono alcune delle azioni che possono essere intraprese a livello di mobilità urbana. Un aiuto per mettere un freno al rumore arriva anche dalla natura: alberi e piante costituiscono una naturale barriera fono-assorbente e sono così capaci di isolare l’ambiente dal fastidioso rumore del traffico. Infine, anche la sharing economy può limitare i dB del traffico: la condivisione di una macchina può ridurre il numero dei veicoli in circolazione e quindi dei dB provenienti dalla strada». 

LA CLASSIFICA DELLE CITTÀ PIÙ RUMOROSE

1)     Palermo (92,6 dB)

2)     Firenze (88,6 dB)

3)     Torino (86,8 dB)

4)     Milano (86,4 dB)

5)     Roma (86 dB)

6)     Bologna (85 dB)

7)     Napoli (84,7 dB)

8)     Trieste (84,1 dB)

9)     Ancona (83,8 dB)

10)  Verona (82,6 dB)

11)  Aosta (82,1 dB)

12)  Trento (81,5 dB)

13)  Campobasso (81,3 dB)

14)  Cagliari (80 dB)

15)  Pescara (78 dB)

16)  Genova (77,9 dB)

17)  Perugia (76,9 dB)

18)  Potenza (75,6 dB)

19)  Bari (75,2 dB)

20)  Catanzaro (75 dB)

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