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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Russo: «100 milioni per il porto off-shore di Venezia, scalo di Trieste a rischio. Darò battaglia in Parlamento»

11.37 - Il Senatore del PD: «Per portare a casa il risultato è necessario un lavoro di squadra che non guardi agli schieramenti politici»

Mentre nella nostra città il dibattito è incentrato, ancora una volta, sulle beghe localistiche,sui dispetti e sugli interessi particolari che hanno accompagnato anche la scelta dei candidati alla presidenza dell’Autorità Portuale, a Roma, nel frattempo, Trieste rischia di perdere la vera battaglia per il futuro della nostra portualità.

Malgrado fossimo riusciti, nei mesi passati, assieme alla Presidente Serracchiani, a bloccare il finanziamento statale per l’inspiegabile porto off-shore di Venezia, nella legge di stabilità  sono ricomparsi 100 milioni di finanziamento destinati al "fantascientifico" progetto del Presidente Costa.

È inaccettabile che un'idea solo apparentemente ambiziosa, ma in verità irrealizzabile per costi e sostanzialmente inutile se vi fosse una strategia portuale coordinata nell'Alto Adriatico, riesca a ottenere un finanziamento che potrebbe essere utilizzato con maggiore profitto per potenziare infrastrutture già presenti.

Ed è ulteriormente inaccettabile perché, come sottolineato dagli addetti ai lavori, a regime, i costi della doppia movimentazione per singolo teu, nel porto off-shore di Venezia sarebbero di almeno 100 euro superiori rispetto a quelli che vengono pagati, ad esempio, per la stessa operazione, nel Porto di Trieste.

Non possiamo più restare a guardare; io certamente darò battaglia in parlamento. Ma per portare a casa il risultato è necessario un lavoro di squadra che non guardi agli schieramenti politici.

Se vogliamo dare alla portualità triestina e regionale il futuro che merita dobbiamo fare sistema, unire le forze. Lo dico senza escludere nessuno, a cominciare da tutti la classe politica cittadina di ogni schieramento e colore, senza dimenticare gli industriali, gli operatori portuali, i commercianti, i liberi professionisti e tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro di Trieste. È ora di avere coraggio, essere ambiziosi, pensare in grande e reclamare a gran voce quello che ci spetta: il nostro porto, in sinergia anche con gli altri scali del Friuli Venezia Giulia, ha tutte le potenzialità per essere il principale hub del nord Adriatico.

Negli altri territori davanti alle priorità e alle scelte decisive per il futuro la classe dirigente sa unirsi. In queste settimane si rischia di ipotecare, nel bene o nel male, il futuro di Trieste: non lasciamo che, ancora una volta, i piccoli interessi e le divisioni strumentali ci rendano deboli facendoci perdere di vista il risultato principale: restituire a questo territorio il ruolo internazionale che gli spetta.

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