Minacce, sabotaggi, gps sotto l'auto: preso di mira il Coordinamento lavoratori portuali

Proprio Puzzer sarebbe il principale destinatario di veri atti di sabotaggio, per i quali esistono già procedimenti civili e penali in atto e le indagini sono in corso: "Non abbiamo paura, continueremo a batterci per i diritti dei lavoratori

Gravi e ripetuti sabotaggi, discriminazioni e minacce: è quanto denunciato, anche alla Polizia, dal Coordinamento dei lavoratori portuali, che ha oggi indetto una conferenza stampa per rendere pubblici episodi persecutori da parte di ignoti che si sarebbero susseguiti negli anni. "Non abbiamo paura di persone vigliacche e meschine che ci remano contro senza metterci la faccia - dichiara Stefano Puzzer, esponente di punta del coordinamento - continueremo a combattere per i diritti dei lavoratori, motivo per cui risultiamo 'scomodi' a molti".

Preso di mira il portavce Puzzer

Proprio Puzzer sarebbe il principale destinatario di veri atti di sabotaggio, per i quali esistono già procedimenti civili e penali in atto e le indagini sono in corso, non solo contro ignoti ma anche a carico di persone specifiche (per il civile). Il primo caso risale al 2017, in cui sarebbero state inquinate, con relativa fuga di informazioni, le sue analisi delle urine, secondo il Clpt "con l'evidente obbiettivo di farlo espellere dal Porto". Nel marzo 2020, invece, qualcuno avrebbe installato un gps sotto la sua auto, nella stessa giornata in cui, con altri lavoratori, aveva preteso che il mezzo assegnatogli venisse sanificato prima di salirvi a bordo. L'episodio più grave ha invece riguardato il sabotaggio della vettura di Puzzer, con verosimile manomissione delle pulegge. "Le pulegge non escono quasi mai da sole - sottolinea l'esponente del Clpt -, e di sicuro non quando l'auto è ferma. Inoltre è accaduto quando non ero né a casa né al lavoro, ma in un posto i cui non vado quasi mai. Questo mi fa pensare che queste persone conoscano i miei spostamenti".

Sandy Volk, un altro rappresentante del Clpt, ha segnalato inoltre le "continue discriminazioni subite dai membri del Clpt, che hanno sempre difeso i diritti dei lavoratori segnalando e denunciando ogni irregolarità, e per questo chi ha protestato ha subito 'dispetti', minacce e si è visto diminuire o addirittura azzerare i turni".

Il Clpt, nei suoi tre anni di militanza, ha ottenuto svariati risultai tra cui l'approvazione del Piano degli Organici del Porto, che ha consentito il  ricollocamento di diverse decine di lavoratori con problematiche di salute o licenziati, l'avviamento del confronto con il Governo per l’applicazione dell’Allegato 8° e la stabilizzazione di decine di lavoratori precari. "C'è ancora del lavoro da fare - scrive il Clpt in una nota - Ma c’è chi vorrebbe che le cose non cambiassero, anzi, vorrebbe che tornassero indietro. Sono coloro che sulla non applicazione delle misure di sicurezza e a tutela della salute, sulla pelle dei lavoratori, si sono arricchiti, a volte con vere e proprie rapine delle buste paghe dei loro dipendenti. Questi atti sono la conferma che siamo nella direzione giusta".

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