Lunedì, 15 Luglio 2024
Dall'esasperazione alle nuove strategie

Fatti violenti, open day e nuove strategie: se il dibattito sulla salute mentale è più vivo che mai

Il Centro di salute mentale della Maddalena organizza una giornata in cui condividere con la popolazione le attività che vengono portate avanti. Dall'altro lato le proteste davanti al Centro di Barcola e le lettere esasperate dei residenti di via Bonomo, per non parlare del clima che si respira tra le forze dell'ordine nei confronti del fenomeno. Molti episodi di cronaca hanno coinvolto persone seguite dai servizi. La strategia di Asugi

TRIESTE - Da una parte la lettera esasperata dei residenti di via Bonomo al direttore della Salute mentale di Asugi Pierfranco Trincas, dall'altra il centro della Maddalena che apre le sue porte in una sorta di open day per "illustrare concretamente alla popolazione l'operatività del centro" e per puntare ad una "migliore accettazione dei temi proposti". Il dibattito sulla salute mentale a Trieste è presente da tempo, ma l'agenda istituzionale, nonostante non sembri mostrare grandi interessi, raccoglie spunti e discussioni importanti. La conferma arriva dal fatto che la Maddalena abbia deciso di tornare ad aprirsi al racconto delle propria attività (l'appuntamento è per martedì 20 giugno in via Molino a vento 123 dalle 14.30 alle 19), ma anche dalla protesta messa in scena nei giorni scorsi di fronte al Centro di salute mentale di Barcola. Insomma, il dibattito sul tema è particolarmente caldo. 

I gravi episodi di cronaca spesso coinvolgono persone seguite

Non è un mistero, infatti, che i continui episodi di cronaca coinvolgano spesso persone in carico ai servizi e richiedano quasi sempre l'intervento delle forze dell'ordine e dei sanitari. Tra gli ultimi fatti c'è quello avvenuto all'interno della caserma del Comando provinciale dei vigili del fuoco di via D'Alviano. In quell'occasione, la persona aveva fatto irruzione nel cortile in preda ad escandescenze. L'uomo (in carico proprio alla Maddalena) aveva tentato di aggredire il personale presente sulla scena. Alla fine, dopo una lunga trattativa con le forze dell'ordine, gli stessi vigili del fuoco e i sanitari del 118, la polizia di Stato ha deciso di utilizzare il taser, così da neutralizzarne la pericolosità. "Quello della salute mentale - così Lorenzo Tamaro del Sap - è un problema che porta con sé complessità significative e che però, per quanto riguarda la gestione di momenti delicati, ricadono sulle spalle degli operatori di polizia. Va affrontato in maniera seria, perché non possiamo lasciare i colleghi da soli. Il sistema tutto deve interrogarsi e iniziare delle riflessioni sul tema". 

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La lettera dei residenti di via Bonomo

"I suoi assistiti - scrivono invece i residenti di via Bonomo al dottor Trincas - vengono al Centro delle dipendenze di San Giovanni, dove viene loro consegnato il metadone". Le persone, secondo quanto sostengono i residenti, vengono lasciate "vagare" per la città, mescolando "il loro metadone ad alcool e altre sostanze stupefacenti". Lì, in via Bonomo vi sono più di un centinaio di appartamenti. "Potrà ben immaginare - continua la lettera - il disagio che vivono gli abitanti della zona, che devono subire dalla mattina presto fino a sera tardi urla, bestemmie, pisciate per la strada davanti a tutti e risse". Una zona che, secondo quanto denunciato dai residenti, sarebbe "concordata" con i servizi. 

"Ora basta, trovate una soluzione"

"Vogliamo sapere - ancora la lettera - come intendete tutelare la collettiva di onesti cittadini che abitano in questa zona, contro la prevaricazione dei vostri assistiti Vogliamo vedere concretezza, perché siamo veramente stufi. Tante belle parole e pensieri da parte vostra, ma a San Giovanni non li volete in pianta stabile, e dubitiamo li vogliate nemmeno sotto le finestre di casa vostra. Ora basta, trovate una soluzione". Dall'altra parte della città conoscono bene la questione. Anche nella zona della Maddalena si erano registrati alcuni fatti di cronaca che avevano destato scalpore nell'opinione pubblica. Il 24 gennaio un uomo aveva frantumato i lunotti di alcune autovetture di Asugi, probabilmente in preda ad un raptus. La situazione è particolarmente complessa e non c'è, all'orizzonte, una soluzione immediata. Il Comune a fine maggio aveva annunciato la presenza di un presidio di due operatori di comunità, per tre ore al giorno, nei feriali. Camper attrezzato e servizio affidato, per 30 mila euro, alla cooperativa La Quercia. 

La lista delle realtà presenti

Tornando all'open day della Maddalena, l'operazione rientra in una strategia mirata, ovvero condividere con la cittadinanza ciò che viene portato avanti dai soggetti attivi nella comunità. In occasione dell'evento interverranno non solo gli operatori, ma anche operatori del privato sociale, volontari, studenti, utenti, famigliari e cittadini. Durante l'open day saranno presenti le seguenti associazioni e realtà. Arià APS, Club Zyp ODV, Samarcanda ASD, FormaMentis ACSD, Comitato Maddalena Vive, Comunità di San Martino al Campo ODV, Coop. Sociale La Collina, Ass.ne Franco Basaglia ODV, Ass.ne A.Fa.So.P. ODV, Luna e l’Altra ODV, Microaree del territorio, CEST Trieste ETS, Comunità di Sant’Egidio, Gruppo Famigliari Maddalena, Gruppo Donne Maddalena, Gruppo Peer Maddalena, oltre ai tirocinanti del Centro. In questa occasione non saranno presenti le istituzioni, né rappresentanti delle forze dell'ordine. "L’incontro - scrive Asugi - si concluderà con una passeggiata storico-ambientale guidata dalla professoressa a Marta Ivašič nei pressi dell’ex ospedale". 

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