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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Salute: presentato il «laboratorio Unico» dell’area giuliano-isontina

Uniti in una rete i cinque laboratori esistenti: Maggiore, Cattinara, l’IRCCS Burlo Garofolo, Gorizia e Monfalcone. Riccardi: "Smettiamo di essere gelosi delle nostre bandierine. L'idea non è nostra ma è la migliore"

Un laboratorio unico che unisce «a rete» i cinque laboratori esistenti: Maggiore, Cattinara, l’IRCCS Burlo Garofolo, l’ospedale di Gorizia e quello di Monfalcone. Questa la novità presentata oggi, mercoledì 3 ottobre, nell’ambito del Congresso sulle "Strategie organizzative del Laboratorio al servizio del paziente" organizzato  dal dottor Maurizio Ruscio, Direttore del Dipartimento di Medicina dei Servizi di ASUITs.

I vantaggi

Un sistema che, dichiara Ruscio: “Nasce per assicurare omogeneità in qualità e sicurezza nell’area Giuliano-Isontina, l’accessibilità delle prestazioni in qualsiasi punto della rete, la riduzione costi e dei tempi di risposta. Si ridurranno anche le ridondanze tecnologiche e in favore dell’uso delle tecnologie esistenti. Puntiamo all’aggregazione e all’integrazione, oltre che alla semplificazione dei processi”.

Alcuni numeri

Il Laboratorio Unico, già attivo dal 2015, sta affrontando ora le ultime fasi del completamento, è al servizio di una popolazione pari a 374.077 residenti (di cui 234.638 in provincia di Trieste e 139.439 in provincia di Gorizia), esegue circa 7 milioni di test all’anno e vi operano 15 Dirigenti e 80 Tecnici (50 dei quali dedicati all’urgenza negli Ospedali di Cattinara, Burlo, Monfalcone e Gorizia). L’ottimizzazione delle attività, dichiara AsuiTS in una nota, "ha già consentito di attivare nuove linee analitiche dedicate alla diagnosi delle malattie degenerative del sistema nervoso, effettuare nuovi esami diagnostici in ambito cardio-polmonare e oncologico e per la malattia di Lyme".

Divisione dei ruoli

Diversificati e complementari i ruoli dei laboratori esistenti: al Maggiore di Trieste sono concentrati tutti gli esami specialistici e di routine non urgenti tra cui chimica, immunometria, sierologia, ormoni, marcatori tumorali e proteine, e vengono effettuate le analisi degli esami urgenti per i degenti. Negli ospedali di Cattinara, Gorizia, Monfalcone e dell’IRCCS Burlo Garofalo è attivo il modello di “laboratorio a risposta rapida” dedicato all’esecuzione degli esami urgenti/emergenti e di routine, a risposta prioritaria, per i pazienti ricoverati, attivo 24 ore al giorno, 7 giorni su 7.

Verso la fusione?

Intervenuti all’incontro anche il direttore dell’AsuiTS Adriano Marcolongo, il Direttore Generale dell'IRCCS Burlo Garofolo, Gianluigi Scannapieco, l’assessore alle politiche sociali Carlo Grilli in rappresentanza del Comune e per la Regione Fvg l’assessore alla salute e vicepresidente Riccardo Riccardi. Interpellato sulla possibilità di una futura fusione Trieste – Gorizia, Riccardi non ha fornisce una risposta affermativa o negativa, ma dichiara che “bisogna cercare di fare le cose bene e razionalizzando le risorse: un’analisi di laboratorio fatta in 10 punti diversi determina 10 volte gli investimenti e 10 volte la qualità dei professionisti. Dobbiamo smettere di essere gelosi della nostra bandierina a scapito della qualità dei servizi e puntare a chi il problema ce lo risolve”.

Resistenze sul territorio

L’assessore si è poi congratulato con il dottor Ruscio per la creazione di una realtà che raggruppa l’area Giuliano-Isontina: “Come hai fatto? Io dall’altra parte sto facendo tanta di quella fatica. Questa regione è un po’ conservatrice. Anche se l’idea non è nostra bisogna ammettere che è la migliore e perseguirla. Bisogna avere il coraggio di prendere decisioni che a breve e medio termine sono impopolari, se servono a migliorare la qualità dei servizi”.

Il dottor Antonio Poggiana, direttore dell’azienda sanitaria Bassa Friulana – Isontina, ha confermato le resistenze incontrate sul territorio: “Ci sono state difficoltà a comprendere, il nostro è un mondo complesso. Per fortuna il dottor Ruscio mi ha aiutato a far capire al territorio e ai manager locali che non saranno i pazienti a spostarsi e girare, ma le provette. Noi vogliamo far girare i dati, non le persone”.

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