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Cattinara-Burlo: al via i lavori da 140 milioni. Inaugurazione nel 2023

Annunciati disagi a causa del cantiere, «ma la ristrutturazione permetterà di lavorare bene e anche accogliere meglio e in modo funzionale chi verrà qui»

Entro ottobre partiranno la ristrutturazione dell'ospedale di Cattinara e, nello stesso comprensorio, la costruzione della nuova sede dell'Irccs Burlo Garofolo. Un progetto, che verrà ultimato in sei anni (inaugurazione prevista per novembre 2023) e avrà un valore di 140 milioni di euro. Un risultato rilevante per il quale la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, si dice «molto soddisfatta, perché il nuovo progetto Cattinara-Burlo è probabilmente il più importante che la città di Trieste affronterà nei prossimi sei anni».

Il piano prevede la ristrutturazione delle attuali torri di degenza di Cattinara e della sottostante area servizi, composta dal pronto soccorso, dalla radiologia e dagli ambulatori. Verranno inoltre realizzate una torre centrale di collegamento tra quelle già esistenti, la nuova sede del Burlo e un padiglione servizi. Quest'ultimo sarà a disposizione sia dell'Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste (AsuiTs) sia del Burlo e ospiterà parcheggi, spogliatoi, magazzini, ma soprattutto 4mila metri quadrati di laboratori.

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«Senza impegno e sostegno costante della Regione e dei suoi uffici, dei colleghi del Burlo e dei nostri uffici non saremmo arrivati a questo appuntamento importante», ha esordito il direttore generale Asuits Nicola Delli Quadri sottolineando il grande lavoro di squadra compiuto da tutti i soggetti coinvolti. Aspetto rimarcato anche dall'assessore comunale ai Servizi Sociali Carlo Grilli: «Un lavoro svolto in maniera comune e coesa, un bel messaggio che questa regione e questa città danno. Il Comune è tra i protagonisti e troverete sempre una spalla disponbile».

«Questo non sarà un problema per il futuro del Burlo, anzi sarà un'occasione - ha voluto replicare a chi aveva timore di un ridimensionamento dell'ospedale infantile, il direttore Gianluigi Scannapieco -. Nella sua storia il Burlo ha già cambiato tre sedi, ma la sua valenza, il suo futuro, è garantito da un progetto che stiamo condividendo con la Regione e tutte le aziende sanitarie».

«Ho sempre detto e pensato che tenere il Burlo lontano era un modo per farlo morire. Questo percorso porterà Cattinara a essere un vero campus universitario - ha spiegato Roberto Di Lenarda, direttore del dipartimento universitario clinico di Scienze mediche, chirurgiche e della salute dell'Università di Trieste -: ci sarà poi una ricaduta sulla ricerca transnazionale importante».

Un percorso, quello della definizione del nuovo complesso ospedaliero triestino, nel quale l'assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca, ha rimarcato come «l'apporto di tutti i professionisti sia fondamentale, proprio perché sono coloro che lo utilizzano. Affinché diventi veramente efficiente anche dal punto di vista organizzativo serve quindi un confronto continuo con gli operatori perché, al fine di essere funzionali sia per chi ci lavora sia per i pazienti, le strutture si devono adattare all'organizzazione data dai professionisti».

«A ottobre poseremo la prima pietra - ha detto la presidente Debora Serracchiani - e sarà un momento importante perché siamo riusciti a mantenere tutti i fondi per l'edilizia sanitaria che oggi ci permettono di essere la Regione con il maggior numero di opere in campo sanitario avviate: il nuovo ospedale di Pordenone, il terzo e quarto lotto di Udine, il Cattinara-Burlo e gli interventi eseguiti nei cosiddetti ospedali minori. Stiamo andando nella direzione giusta: migliorare i contenitori ci consentirà anche di migliorare i contenuti».

La sottoscrizione del contratto rappresenta un momento rilevante e chiude la fase del concorso di progettazione che ha visto nel 2013 la partecipazione di nove gruppi internazionali, oltre a segnare anche un nuovo inizio per il Burlo Garofolo. Secondo la presidente «è importante che il Burlo, con ambizione, acquisisca l'importanza che gli spetta di diritto, ovvero essere un istituto di ricerca di rilevanza internazionale e un ospedale pediatrico che non abbia valenza solo regionale, ma anche sovraregionale e per i Paesi vicini. Inoltre, l'obiettivo del progetto è permettere agli operatori del Burlo e di Cattinara di operare in condizioni migliori di quanto abbiano potuto fare finora».

«Sarà necessario ovviamente sopportare dei disagi - ha poi concluso Serracchiani, chiedendo comprensione agli addetti ai lavori -, ma chiedo pazienza ai lavoratori, perché sono lavori che poi vi permetteranno di lavorare in condizioni migliori, ma anche di accogliere meglio e in modo funzionale i pazienti».

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Le prime operazioni a partire saranno la sistemazione del parcheggio provvisorio per dipendenti, l'attraversamento impiantistico del piazzale, l'avvio degli scavi per la torre di collegamento e l'inizio dei lavori su cinque piani della torre medica. Grazie a una precisa pianificazione verranno però mantenute in funzione tutte le attività istituzionali garantite oggi, mentre i dettagli sulle collocazioni provvisorie dei reparti verranno diffusi a fine estate nell'ambito di un incontro con la cittadinanza. Inoltre, per poter risolvere la criticità del pronto soccorso di Cattinara, l'impresa assegnataria, la Clea Impresa Cooperativa di Costruzioni Generali, si è detta disponibile ad anticipare rispetto alle previsioni l'adeguamento funzionale degli spazi.

Per poter operare all'interno dell'attuale sede del pronto soccorso, questo verrà quindi trasferito in un fabbricato provvisorio collocato nel piazzale antistante l'ospedale, collegato in modo protetto con la radiologia, che sarà utilizzabile a fine estate 2018. Già nella struttura provvisoria lo spazio a disposizione renderà più funzionale l'accoglimento dei pazienti.

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