Cronaca

Cattinara, «Pronto soccorso ha problemi logistici e strutturali»: nuovi protocolli di triage

Incontro con i direttori generali del Sistema sanitario regionale per fare il punto sull'attuazione della riforma, verificare i risultati raggiunti nell'affrontare alcune criticità e mettere a confronto modelli organizzativi diversi

La presidente della Regione, Debora Serracchiani, e l'assessore alla Salute, Maria Sandra Telesca, hanno nuovamente incontrato, oggi a Trieste, tutti direttori generali del Sistema sanitario regionale per fare il punto sull'attuazione della riforma, verificare i risultati raggiunti nell'affrontare alcune criticità (in particolare in tema di miglioramento della risposta dei Pronto soccorso e di tempi d'attesa delle prestazioni) e mettere a confronto modelli organizzativi diversi, al fine di una loro ottimizzazione su tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia.

L'incontro di oggi fa seguito a quello di Udine, di fine gennaio, e ad una serie di sopralluoghi che nei giorni scorsi tecnici della direzione Salute della Regione hanno effettuato nei Pronto Soccorso più congestionati, allo scopo di individuare nuove e più efficienti soluzioni organizzative. In questo contesto nell'odierno confronto è stato evidenziato che le maggiori criticità riguardano il Pronto soccorso dell'ospedale di Cattinara, a Trieste. Per numero di accessi esso è sovrapponibile al Pronto soccorso dell'Ospedale di Pordenone ed inferiore a quello dell'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine.

Tuttavia presenta noti problemi logistici e strutturali che, in attesa di essere risolti, possono essere in parte ridotti con l'adozione di nuovi protocolli di triage (sistema di selezione dei casi basato sulla gravità delle lesioni riportate e del quadro clinico), ad esempio anche con la previsione di percorsi brevi e "procedure speciali" (in genere prevedendo l'accettazione diretta del paziente inviato dal medico di Medicina generale) o percorsi differenziati laddove si richiede l'intervento di un radiologo o di un ortopedico. Nel raffrontare l'organizzazione dei Pronto Soccorso, oggi è stato comunque rilevato che Udine e Pordenone hanno performance migliori rispetto a Trieste, nonostante i recenti provvedimenti messi in atto dalla direzione generale, che già hanno prodotto alcuni risultati.

Ciò è prevalentemente legato al fatto che in entrambe le realtà l'attività del Pronto soccorso e della Medicina d'urgenza sono improntate nella logica del reparto unico, che garantisce una maggiore flessibilità nell'utilizzo del personale e nell'impiego degli spazi.«Dal momento che questo modello organizzativo, peraltro adottato con buoni risultati anche in diverse realtà extraregionali, è stato già previsto anche per l'ospedale di Trieste, possiamo ragionevolmente auspicare - ha riferito l'assessore Telesca - che anche qui si realizzi una maggiore efficienza». Nell'incontro di oggi si è parlato anche dell'ottimizzazione dei tempi di attesa, che già sono stati significativamente ridotti.«Si è trattato di un proficuo scambio di esperienze», ha concluso Telesca, assicurando che insieme alla presidente continuerà a confrontarsi periodicamente con i direttori generali «per attuare compiutamente quanto previsto dalla riforma sanitaria, che pone sempre al centro dell'operato i cittadini/pazienti con le loro esigenze e i loro bisogni di salute».

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