Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

Salute, Telesca: «In Fvg siamo riusciti ad avviare un cambiamento»

«Ora abbiamo una rete dell'emergenza efficace, che non lascia scoperta alcuna area della regione, con un maggior numero di ambulanze a garanzia di un sistema di trasporto capillare efunzionante»

Un incontro a tutto campo sui temi della sanità per illustrare i vantaggi dell'applicazione della riforma, in particolare per le fasce anziane della popolazione.

L'assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Maria Sandra Telesca, ha partecipato a Ruda ad un dibattito pubblico organizzato dall'Amministrazione comunale e dall'Auser locale, l'associazione di volontariato per l'invecchiamento attivo.

«Siamo un paese che ama parlare di cambiamento ma poi fatica a fare le riforme. In questa regione ci siamo riusciti, con un vantaggio per tutti», ha esordito Telesca, prima di ripercorrere le tappe della riforma e le azioni in atto per portarla a pieno compimento.

«Abbiamo risposto alle esigenze della persona - ha dichiarato l'assessore - tanto che la nostra riforma ha intrapreso la direzione già indicata dall'Organizzazione mondiale della sanità, secondo cui è necessario lavorare sulle cure primarie (quelle che noi chiamiamo sanità territoriale), ovvero compiere quel passaggio imprescindibile per riequilibrare le risorse dalle malattie acute ad altre patologie croniche".

Telesca ha ricordato la fotografia regionale della salute: una popolazione di ultra 65enni che pone il Friuli Venezia Giulia al secondo posto per anzianità dopo la Liguria, una spesa che assorbe il 60% del bilancio regionale, risorse per troppo tempo sbilanciate sulla rete ospedaliera che, invece, andava «specializzata e rafforzata, portando sul territorio i servizi davvero necessari».

«Non sono stati fatti tagli alla spesa, riportata tra il 2014 e il 2016 ai livelli pre-crisi. Le risorse - ha ribadito l'assessore - sono state orientate principalmente al sistema territoriale delle cure primarie, seguendo modelli come quello dell'Azienda per l'assistenza sanitaria Bassa friulana-Isontina dove vi sono servizi, ad esempio l'infermiere di comunità, attivi da tempo e radicati efficacemente».

Sugli ospedali Telesca ha evidenziato che «la sicurezza dei cittadini dipende dalla competenza che si sviluppa solo con un'alta casistica, quindi per garantire sicurezza va assicurato un bacino minimo di utenza per ciascun ospedale e la specializzazione delle funzioni, cosa che è stata fatta».

«Ora - ha sottolineato - abbiamo una rete dell'emergenza efficace, che non lascia scoperta alcuna area della regione, con un maggior numero di ambulanze a garanzia di un sistema di trasporto capillare e funzionante. Il cittadino arriva subito laddove può ricevere le cure migliori».

Dall'altro lato è stata ridata "centralità ai medici di base, creando reti locali in grado di collaborare tra loro e promuovendo percorsi sanitari per malati cronici e percorsi di controllo e prevenzione" cui si stanno affiancando i Centri di assistenza primaria (Cap), strutture più complesse con specialisti, infermieri, assistenza notturna.

"Alla luce di ciò - ha affermato Telesca - cominciamo a vedere un miglioramento dei dati di salute dei malati cronici, ad esempio una diminuzione degli accessi in ospedale da parte dei diabetici".

Al termine del dibattito, l'esponente della Giunta regionale ha espresso apprezzamento per "come la comunità locale, da sempre coesa e attenta ai valori della solidarietà, trovi nella riforma sanitaria uno strumento efficace per dare risposte alle diverse esigenze della popolazione nelle sue varie fasce di età, cogliendo in essa l'opportunità per rafforzare e migliorare una rete costante e capillare di servizi alla persona".

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