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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca

Salute a Trieste: si fuma e si beve molto, problema diabete

Promosso dal sindaco Roberto Cosolini, l'incontro ha cercato di affrontare i diversi aspetti della Sanità triestina, con l'obiettivo di ricercare costruttivamente -ascoltando la voce e i punti di vista di chi quotidianamente opera in questo campo

Fare il punto sulla Sanità triestina dopo una riforma che è in corso di attuazione con tutto ciò che comporta: scelte, risultati attesi, cambiamenti, preoccupazioni, criticità. E' stato questo il filo conduttore del pubblico incontro “Come è la salute di Trieste?”, svoltosi nella sala del Consiglio comunale, al quale sono intervenuti Nicola Delli Quadri, commissario straordinario dell'Azienda per l'Assistenza Sanitaria n.1 Triestina, Gianluigi Scannapieco, direttore generale dell'Ospedale infantile Burlo Garofolo e Roberto Di Lenarda, direttore del Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute dell'Università degli Studi di Trieste.

Promosso dal sindaco Roberto Cosolini, l'incontro ha cercato di affrontare i diversi aspetti della Sanità triestina, con l'obiettivo di ricercare costruttivamente -ascoltando la voce e i punti di vista di chi quotidianamente opera in questo campo e delle persone interessate- servizi sempre migliori per la salute dei cittadini. E' un primo incontro, libero e aperto -ha detto in apertura il sindaco Cosolini- che vuole fare il “punto nave” sul percorso di una riforma sanitaria attesa, necessaria e non rinviabile, una riforma che punta all'equilibrio tra una buona qualità per la salute dei cittadini, a cui siamo abituati, e la necessaria razionalizzazione della spesa. “Oggi è importante ascoltare le persone che si misurano e operano nel servizio sanità e salute della nostra regione”.

Il commissario straordinario dell'Azienda per l'Assistenza Sanitaria n.1 Triestina Nicola Delli Quadri ha iniziato la serie degli interventi (della durata di dieci minuti a testa) evidenziando alcuni interessanti dati: l'attività fisica più bassa a Trieste rispetto al Friuli Venezia Giulia, l'abitudine al fumo superiore  in raffronto alla regione e al Paese, così come il problema legato al consumo di alcool, e ancora la crescita delle malattie professionali. Tra gli altri dati quello del diabete, leggermente al di sopra del tasso standardizzato della media regionale, nella norma e in linea invece quello degli scompensi cardio-circolatori. Ribadento l'importante e stretta collaborazione in essere con il Comune di Trieste, Delli Quadri ha  sottolineato anche l'impegno dell'Azienda sul fronte ambientale, dell'aria e dell'acqua, per far fronte alle situazioni critiche, nella prevenzione e nel tenere monitorate e controllate tutte le fasce della popolazione colpite da patologie croniche. 2015_30239 stampa-2

Gianluigi Scannapieco, direttore generale dell'Ospedale infantile Burlo Garofolo, ha a sua volta ricordato l'attività del suo Istituto, uno dei 3 IRCCS pediatrici italiani e uno dei 12 ospedali pediatrici nazionali. Ha messo in luce tra l'altro il calo delle nascite (lo spunto propulsivo dato dall'immigrazione si sta esaurendo), la riduzione, rispetto al passato, dell'ospedalizzazione, l'aumento delle malattie croniche e le necessità di interventi assistenziali più complessi ad alta intensità di cura. Tra i temi affrontati anche quelli dell'obesità e del sovrappeso (anche se per gli adolescenti la situazione è migliore rispetto alla media nazionale), di una attività fisica non particolarmente elevata, delle coperture vaccinali, che restano sempre importanti e necessarie. Particolare attenzione inoltre per la salute della donna (sono 1.600 i parti annui, di cui il 22,3% cesarei, contro il 38% nazionale), alla procreazione medicalmente assistita, all'attività di ricerca clinica e all'avvito progetto del nuovo Burlo a Cattinara.

Il ruolo dell'Università, con l'assistenza delle strutture universitarie all'Azienda, al Burlo e sul territorio, è stato evidenziato da Roberto Di Lenarda, direttore del Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute dell'Università degli Studi di Trieste. Di Lenarda ha rimarcato i compiti legati alla didattica, all'assistenza e alla ricerca, il forte impegno a “costruire” medici e odontoiatri, nonché il valore delle scuole di specialità e l'impegno a favore dei futuri medici e professionisti della sanità. A queste tre brevi relazioni è seguito un articolato e qualificato dibattito, con  numerosi interventi di medici e operatori del settore, che hanno portato il loro costruttivo contributo, di considerazioni e proposte, al partecipato confronto.

Concludendo questo primo incontro e dando appuntamento ad un ulteriore specifico approfondimento sempre su questi temi, che si terrà a inizio gennaio, il sindaco Roberto Cosolini ha messo in evidenza come “il sistema della Sanità triestina funziona”, non è al collasso e non è reale l'immagine catastrofica che qualcuno dipingeva solo poco tempo fa.  Giovedì il sindaco sarà nuovamente in visita al Burlo Garofolo.

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