Porro si scaglia contro i vescovi: "Basta con le assurde limitazioni nelle chiese"

Il consigliere cattolico-mariano di Fratelli d'Italia ha inviato una lettera al presidente della CEI, cardinale Gualtiero Bassetti

Il consigliere cattolico-mariano di Fratelli d'Italia, Salvatore Porro, si scaglia contro la Conferenza Episcopale Italiana e chiede la fine delle limitazioni imposte dalle normative anti CoViD-19 accompagnata da un progressivo ritorno alla normalità all'interno delle chiese. Il consigliere ha inviato una lettera al presidente della CEI, il cardinale Gualtiero Bassetti, dove esprime le sue perplessità per il perdurare di limitazioni "particolarmente restrittive e mortificanti solo nei confronti dei fedeli". 

Quelli che Porro definisce "rigorosi distanziamenti applicati soltanto nelle nostre Chiese", le "continue igienizzazioni" e la distribuzione della "Santa Comunione esclusivamente sulla mano dei fedeli", sarebbero aspetti della vita religiosa in pieno contrasto con il Concordato tra Stato e Chiesa, accordo firmato nel 1984 e che, secondo il consigliere di FdI, prevede che il governo "non può legiferare per le attività nei luoghi di culto". 

Ricordando la dura presa di posizione della CEI nei confronti dell'esecutivo e delle norme imposte dall'emergenza sanitaria in corso, Porro sostiene che i fedeli abbiano accettato "con sofferenza e senso di responsabilità, le limitazioni governative assunte". "I cristiani d'Italia scalpitano - continua il consigliere - e desiderano pregare nelle nostre Chiese per chiedere l'intercessione della Madonna della Salute al fine di debellare il virus una volta per sempre".

Nella lettera viene menzionato il "bassissimo rischio di contagio" costituito dall'ambiente ecclesiale. Citando le chiese ortodosse e quelle cattoliche, Porro sostiene che il mantenimento delle funzioni liturgiche non avrebbe portato "alla diffusione e all’aumento di
casi. Anzi, alcuni Paesi, come la Polonia o la Bulgaria sono tra quelli che presentano la più bassa incidenza di casi di malattia, di ricoveri e di
decessi". 

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In conclusione, il consigliere cattolico-mariano punta il dito contro l'attuale gestione della pratica dell'Eucarestia. "La distribuzione della santa Particola dovrà essere distribuita sulla lingua e in ginocchio; i sacerdoti non dovranno più usare i guanti, più consoni ad una sala operatoria che ad una santa Messa eucaristica. Si è sempre fatto così perché rappresenta l'unico rimedio per arrestare qualunque male".

 

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