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Porro scrive ai genitori di Regeni: "La fede porta alla verità, non uno striscione"

Il consigliere che si definisce cattolico-mariano torna sulla rimozione dello striscione dalla sede della Regione di piazza Unità a Trieste. "Il manifesto è diventato un'indegna gazzarra politica. L'assassinio di vostro figlio Giulio e il conseguente vostro dolore è stato banalizzato in scambi di reciproche accuse fra i contrapposti schieramenti politici"

Il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Salvatore Porro torna sulla questione dello striscione "Verità per Giulio Regeni" che il governatore della Regione Friuli Venezia Giulia ha fatto rimuovere dalla facciata della sede di piazza Unità d'Italia a Trieste negli scorsi giorni. Il cattolico-mariano, come ama definirsi Porro, lo fa indirizzando una lettera ai genitori di Giulio Regeni, il giovane ricercatore friulano assassinato a Il Cairo nell'inverno di ormai tre anni fa e per il cui omicidio non sono stati ancora identificati né gli esecutori né soprattutto i mandanti. 

Negli ultimi giorni il dibattito politico sulla ricerca di verità è cresciuto, dopo che Massimiliano Fedriga ha deciso di togliere lo striscione giallo con una scritta nera che era stato affisso sulla sede dell'ente regionale ancora dalla precedente giunta targata Serracchiani. Porro quindi ha voluto commentare con la sua "epistola", le ragioni personali e partitiche per le quali ha accolto con favore la scelta del leader regionale del Carroccio.  

La lettera: "E' la fede che porta alla verità, non uno striscione"

Stimati signori Paola e Claudio,

come cattolico concordo con il presidente Fedriga che ha deciso di togliere lo striscione dalla facciata del palazzo della Regione Friuli Venezia Giulia. Perché quel manifesto è diventato un'indegna gazzarra politica e l'assassinio di vostro figlio Giulio e il conseguente vostro dolore è stato banalizzato in scambi di reciproche accuse fra i contrapposti schieramenti politici.

Carissimi, non è onesto e ne cristiano ricordare Giulio perchè fa comodo a qualcuno ma è doveroso e cristiano ricordarlo, e chiedere giustizia, perché vittima di un omicidio, reato sempre e comunque condannabile. Giulio non era in guerra, non era un terrorista e dunque non doveva essere ucciso.

I responsabili della sua fine devono essere individuati, processati e condannati. Non è necessario essere di destra o di sinistra per chiedere giustizia. Ma neanche scriverlo sui muri.

Gentilissima Signora vorrei infine esprimerle tutta la mia comprensione per il suo inesprimibile dolore e la vicinanza che non trova su quegli striscioni ma nelle preghiere che molti di noi continuano a rivolgere alla Madonna, Regina di tutte le mamme. Verità per Giulio, certo, ma anche pace per la sua anima e per tutti quelli che non potranno mai dimenticarlo.

Noi fedeli mariani, nei nostri gruppi di preghiera, continuiamo a chiedere l'intercessione della Madonna auspicando che Lei e suo marito vogliate unirvi a noi. E' la fede, l'unica forza che porta alla verità e non uno striscione.

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