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Salvini a Trieste: confine, Dipiazza e scontri

Poche ore, ma intense quelle del leader leghista in città: prima il sopralluogo a Basovizza, poi il pranzo e l'incontro con Dipiazza, infine il comizio in via San Nicolò dove si sono verificati gli scontri tra manifestanti e Polizia (con feriti da entrambe le parti)

La visita di Matteo Salvini a Trieste è stata purtroppo segnata dalla violenza. Una giornata cominciata verso le 12 quando il leader leghista ha effettuato un sopralluogo al confine di Basovizza: «Un saluto dal confine con la Slovenia - scrive su Facebook a descrizione del video qui sotto -: chilometri e chilometri sguarniti (senza forze dell'ordine, ndr), indumenti, coperte, scarpe sparsi ovunque... Grazie al governo Renzalfano, qui entra ed esce chi vuole... altro che controlli alle frontiere!!! Fai girare!».

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«L’accoglienza per chi scappa dalle bombe è sacra - ha detto Salvini -, ma questa non è accoglienza. Questa non è integrazione possibile, è mancanza di controlli, mancanza di regole, mancanza di rispetto». Nel frattempo poi, sono giunti anche a presidiare il confine gli agenti della Polizia di Frontiera e l'Esercito. 

Prima di tornare verso il centro città, il leghista ha fatto un salto nel vicino distributore di carburante sloveno per fotografare il prezzo del diesel, sceso sotto l'euro la scorsa settimana.

Giunta ora di pranzo Salvini, accompagnato sempre da Massimiliano Fedriga e Pierpaolo Roberti, si è recato al Bar Rex dove ha incontrato anche Roberto Dipiazza: un incontro di certo non casuale e che a breve potrebbe tradursi in una decisione definitiva della Lega Nord sull'appoggio o meno alla candidatura dell'ex sindaco.

È giunto poi il momento tanto atteso dalle circa 200 persone (tra cui molti giovani ventenni) che aspettavano il politico davanti il bar Ferrai di via San Nicolò: purtroppo (per motivi che seguiranno) ad attenderlo non c'erano solo i suoi fan, ma anche i no global e appartenenti ai centri sociali che hanno cominciato a inneggiare cori come “Fascista, fascista, siamo tutti clandestini” e simili. La risposta di Salvini è stata: «Più che antifascisti mi sembrate tutti rimbambiti». 

Dopo alcuni minuti in cui il politico ha ribadito, megafono alla mano, che «la città deve essere liberata dagli  occupanti abusivi: rispetto per quelli che scappano dalle guerre, ma rispetto prima per i triestini (senza lavoro e che vedono chiudere attività commerciali) e per gli italiani: invece di fare gli affittacamere degli immigrati, i sindaci del Pd si occupino di pulire le città e garantire la sicurezza, perché non si può avere paura di salire su un autobus o camminare per strada».

Dalla Politica si è poi passati alla cronaca. Cronaca degli scontri tra Polizia in tenuta antisommossa e manifestanti no global e appartenenti ai centri sociali. Due le cariche di alleggerimento, per liberare via Roma. Un fumogeno, qualche bastone e trombetta da stadio impugnati dagli anti-fascisti/leghisti. Poi la terza carica più dura scaturita dall'aggressione di alcuni manifestanti al questore vicario che stava tentando di togliere quello che sembrava un fumogeno di mano a uno dei giovani. 
Circa 60 secondi concitati, sono volate manganellate, ma anche sedie e tavolini in metallo del bar Roma 4: tre i feriti (contusi) della Polizia, indefinito il conto dei contusi tra i manifestanti che hanno ripiegato poi verso via Cassa di Risparmio e poi piazza della Borsa, dove poi è avvenuta la manifestazione autorizzata dalla Questura (prevista per le 17).

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Nel frattempo Matteo Salvini ha proseguito il suo intervento e ha concluso con le fotografie e selfie con i fan, tra cui anche Fabio Tuiach con moglie e figlio.

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