Cronaca

La Comunità di San Martino al Campo presenta il bilancio in tempo di Covid: "Non ci siamo mai fermati"

Pubblicato e presentato il bilancio sociale: numeri inferiori agli anni precedenti per quanto riguarda l'accoglienza dei senzatetto e modalità a distanza per le attività formative. Sostanzialmente invariato, invece, il bilancio economico

Non si è mai pressoché mai fermata, durante i momenti più duri della pandemia, la Comunità di san Martino al Campo, anche se con numeri inferiori agli anni precedenti per quanto riguarda l'accoglienza dei senzatetto e con modalità a distanza per le attività formative. Sostanzialmente invariato, invece, il bilancio economico, in quanto i principali finanziatori hanno continuato a dare il loro sostegno a questa importante realtà citadina. Quesi gli aspetti salienti del bilancio sociale 2019 - 2020 della Comunità di Don Mario Vatta, presentato oggi in videoconferenza alla presenza del presidente Claudio Calandra di Roccolino, dell’assessore alle politiche sociali Carlo Grilli e con un messaggio del presidente del Fvg Massimiliano Fedriga.

Un bilancio che viene pubblicato nell'anno in cui si sarebbero dovuti festeggiare i 50 anni dell’associazione, mentre la pandemia ha costretto i soci a rivedere alcuni dei progetti in essere. “Le attività sono continuate anche durante la pandemia, non ci siamo mai fermati – ha dichiarato Calandra di Roccolino -. Per contribuire ad affrontare il problema sanitario e sociale, in collaborazione col Comune, si è reso necessario trasformare urgentemente l’accoglienza a rotazione in accoglienza stanziale. Una ulteriore difficoltà sono stati i distanziamenti da rispettare nelle strutture, l’attenzione alle regole di sicurezza, non semplici da organizzare, le nuove modalità di rapporti”. In genere, ha spiegato il presidente, c’è stato in questi mesi un clima di generale collaborazione e “si è riscontrata una rinnovata solidarietà tra le persone, la capacità di affrontare in tempi brevissimi la situazione nuova e inaspettata, lo stimolo di una sfida contro un nemico invisibile”.

L'area accoglienza

La pandemia, è stato detto, ha comportato una radicale modifica nell’accoglienza notturna del dormitorio Centro San Martino e di quella diurna del sottostante Centro Diurno per senza fissa dimora: a partire da maggio 2020 le due strutture hanno dovuto riorganizzarsi “in tandem” per creare un unico centro residenziale di bassa soglia finalizzato a garantire un rifugio accessibile sulle 24 ore alle persone in emergenza abitativa per evitare di farle gravitare sulla strada con il pericolo di ulteriore diffusione del virus. Il fatto che questi due servizi non lavorino più su una rotazione veloce dell’utenza implica numeri estremamente più bassi rispetto agli anni precedenti (53 persone in accoglienza residenziale e 138 in accoglienza notturna).

Area ascolto, assistenza ed accompagnamento

Per quanto riguarda l’area ascolto, assistenza ed accompagnamento, che comprendono lo sportello d’ascolto per i cittadini, il gruppo carcere, il progetto snodo per persone in carico al dipartimento di salute mentale, il Servizio ritiro alimenti e “Spacetto" e il servizio accoglienza e inserimento “Lavoratori di pubblica utilità” sono attività che hanno risentito in misura minore della pandemia, e sono proseguiti più o meno regolarmente, a parte il gruppo carcere gruppo snodo che hanno dovuto reinventarsi con collegamenti da remoto.

Area formazione

Non così per l’area formazione, fortemente penalizzata dalla pandemia, specialmente per quanto riguarda il progetto “Non uno di meno”, contro l’abbandono scolastico, che ha dovuto chiudere l’anno scolastico 2019-2020 in Didattica a Distanza, per poi riprendere a settembre con una ripartizione su due sedi.

Bilancio economico

Per quanto riguarda il bilancio economico, i finanziamenti sono rimasti pressoché allo stesso livello degli anni precedenti. In particolare sono stati ringraziati i principali sostenitori della comunità: il Comune e la Regione, che hanno stanziato una percentuale del 45% con i contributi a progetto e un 8-9% di entrate derivanti da convenzione. I contributi da privati costituiscono invece il 24,59% delle entrate di competenza. Il principale ente privato sostenitore si conferma essere la Fondazione CRTrieste che per i primi due mesi del 2020 ha finanziato gran parte dei costi del Centro Diurno e ha elargito un importante contributo per le persone in difficoltà economica, oltre ad aver concesso in uso gratuito alla Comunità i locali di via Udine 19 (destinati all’accoglienza di persone senza fissa dimora). Altri enti privati che hanno sostenuto le attività della Comunità sono: Bene centia Stiftung, Ottopermille Chiesa Valdese, Acegas Aps Amga, illycaffè SpA, Intesa SanPaolo e l’associazione Bambini del Danubio. Altri enti hanno sostenuto la Comunità attraverso la donazione di merce omaggio: in particolare Coop Alleanza 3.0, Banco alimentare, Supermercati Conad, Bazzara Espresso Spa.

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