Cronaca

Sanità, Serracchiani: «Sarà la riforma più innovativa d'Italia»

9.32 - Il percorso del disegno di legge è in anticipo: il 10 luglio sarà presentato in Consiglio. Già pronte le schede dei singoli ospedali. Non saranno chiuse strutture né ridotti i posti letto, ma riqualificati e riconvertiti per rispondere ai nuovi bisogni

«La riforma della Sanità in Friuli Venezia Giulia sarà senza ombra di dubbio la più innovativa sul territorio nazionale». Lo ha detto la presidente della Regione Debora Serracchiani in occasione di una conferenza stampa promossa ieri a Trieste per fare il punto sul percorso della riforma, che è in anticipo sul cronoprogramma fissato a suo tempo dalla stessa Giunta regionale. Il disegno di legge sarà infatti presentato in Consiglio entro il 10 luglio e potrà quindi essere esaminato dall'Aula tra fine settembre e inizio ottobre.

Sono state già completate, ha detto la presidente, le schede tecniche sui singoli ospedali, elemento fondamentale e premessa per la revisione della rete ospedaliera e per il Piano dei punti nascita. «I principi a cui risponde la riforma - ha ribadito la presidente - sono quelli dell'universalità e dell'accessibilità, della appropriatezza e della trasparenza, del coinvolgimento del cittadino e della continuità dell'assistenza sociosanitaria».

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«Non facciamo la riforma per risparmiare - ha detto ancora la presidente - ma per riqualificare la spesa, per adeguare la Sanità alle esigenze dei cittadini, a domande e bisogni che in questi anni sono profondamente mutati. Siamo consapevoli che il nostro è un servizio sanitario di eccellenza, ma siamo altrettanto consapevoli che ha bisogno di essere riqualificato e di continuare a essere in prospettiva sostenibile».

«Puntiamo - ha aggiunto - ad accrescere il livello di salute della popolazione, tanto che le risorse per la prevenzione sono già aumentate da 65 a 100 milioni di euro, e nello stesso tempo a riordinare il sistema ospedaliero spostando le risorse verso l'assistenza territoriale e familiare, dove i bisogni sono in crescita».

«La nostra riforma - ha concluso - è perfettamente in linea con i principi fondamentali del Patto sulla salute che le Regioni stanno condividendo con il Governo nazionale, in totale sinergia con il ministro Beatrice Lorenzin».

«Non sarà chiusa nessuna struttura - ha precisato Debora Serracchiani - ma ci sarà invece una revisione profonda di alcuni presidi, in modo da evitare doppioni, con un sistema di governance unico».

«Né ci sarà - ha subito aggiunto - una riduzione dei posti letto, ma una riconversione, tenuto conto che alcuni posti letto per acuti sono utilizzati troppo poco, al 50 per cento, mentre per esempio sono carenti quelli per la riabilitazione e le lungodegenze. In questo modo rispetteremo i parametri nazionali sul rapporto tra popolazione e posti letto».

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