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Sanzionati per bivacco a Sant'Antonio, Paglia (Pd): «Il colore della pelle o lo status sociale può favorire una deroga?»

L'accusa dell'esponente dem viene subito rigettata dal vicesindaco Roberti: «Ciò che si è comunicato con quel post, però, è la pochezza della persona che l'ha scritto»

Una dura denuncia quella della democratica Maria Luisa Paglia all'indirizzo della Polizia locale e l'Amministrazione comunale, in particolare quella targata Lega Nord: «Mentre si concede una deroga alla norma anti movida, concedendo alla festa del Carroccio di posticipare di trenta minuti la chiusura degli altoparlanti, dopo che l’orario massimo alle 22.30 era stato richiesto proprio da questa forza politica, sembra che una deroga invece non sia stata concessa ieri pomeriggio, sabato 19 agosto, quando due vigili urbani hanno multato quattro persone perchè sedute sotto il porticato della Chiesa di Sant’Antonio Nuovo».

«Premesso che le persone in questione si trovano a Trieste da circa 7-10 giorni, con regolare permesso di soggiorno e non parlano la lingua italiana - spiega Paglia -, la cosa grave è che accompagnavano uno di loro, con gravi problemi ad una gamba e la ritenzione di un proiettile alla spalla sinistra. Tutti insieme hanno cercato di spiegare ai vigili, il motivo della loro sosta, anche se in inglese, ma nessuna “deroga” è stata loro concessa. La pena comminata è stata di euro 100 per ciascuno».

Nulla fin qui di tanto scandaloso, ma «l’atto diventa ancora più grave, in quanto dalle foto (prodotte dalla stessa esponente Pd, ndr) di evidenzia che nello stesso momento un gruppo di turisti è seduto presso la scalinata della Chiesa, ma a questi, i vigili non hanno comminato nessuna sanzione. La domanda è spontanea: il colore della pelle o lo status sociale può favorire una deroga? O dobbiamo dedurre che costoro siano stati graziati in quanto possibili simpatizzanti del Carroccio, giunti a Trieste per i prossimi festeggiamenti? Forse una segnalazione al nostro garante regionale per le persone soggette a rischio discriminazione, potrebbe risolvere queste domande e capire se il nostro Comune avrà anche il primato per aver messo in atto, discriminazioni fondate  sull'origine nazionale, etnica o sulla disabilità».

Il vicesindao Roberti

A Paglia ha replicato il vicesindaco Pierpaolo Roberti, segretario della Lega Nord, che ha respinto le accuse: «Con un post su Facebook si possono dire cose sensate, aprire discussioni, stimolare riflessioni. Altre volte, volendo dire una cosa, se ne comunica un'altra. C'è chi, per esempio, ha pensato di mettere in dubbio la professionalità della Polizia locale, ha insinuato che la sua attività venga influenzata dal colore della pelle di chi commette un'infrazione. In realtà ciò che si è comunicato con quel post, però, è la pochezza della persona che l'ha scritto - critica duramente Roberti -. E pure i nomi noti che ci hanno messo il like potrebbero vergognarsi un po'. Piena solidarietà ed incondizionata fiducia verso le divise. Tutte».

19ago17. bivacco sant'antonio-3

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