Cronaca

SAP: «Caschi di “Italia ‘90”, dotazioni delle Forze dell'Ordine sempre più desuete»

È quanto afferma in una nota il SAP, Sindacato Autonomo di Polizia: «Sarebbe molto più utile dotare invece tutti gli agenti di telecamere per documentare la verità e far vedere a tutti, chi veramente si comporta male»

«Le azioni contro la Polizia viste a Milano in occasione della manifestazione degli studenti, mettono in luce che evidentemente qualcosa nel mondo dell’educazione e dell’istruzione non va». È quanto afferma in una nota il SAP, Sindacato Autonomo di Polizia.

«Bisogna necessariamente però far distinzione tra chi è uno studente per bene e chi è il solito professionista del disordine. Oggi, in Italia, si discute nuovamente di introdurre il codice alfanumerico identificativo sui caschi della Polizia di Stato, come se la Polizia fosse un pericolo pubblico, il nemico da combattere».

«Sarebbe molto più utile dotare invece tutti gli agenti di telecamere per documentare la verità e far vedere a tutti, chi veramente si comporta male. Proprio per questo motivo nei mesi scorsi il SAP aveva lanciato la campagna sulle “Spy-pen”. Si vuole oggi porre un numeretto sui caschi degli agenti?  Si vuole esporre gli agenti ad una sfilza di innumerevoli false denunce, mentre i violenti continuerebbero ad avere vita facile nelle loro scorribande e violenze?»

«Al posto dei codici alfanumerici, ci si preoccupi di dotare gli agenti di attrezzature nuove, perché proprio a riguardo, ad esempio a Trieste, come nel resto d’Italia, si continua ad utilizzare per affrontare quel tipo di situazione, caschi di “Italia ‘90”, ormai evidentemente usurati e forse nemmeno più con le qualità protettive di un tempo, visti i 25 anni di età».

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