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SAP: «Contrasto immigrazione clandestina, personale Polizia di Trieste mandato a Imperia!»

Lo riferisce in una nota il SAP - Sindacato Autonomo di Polizia: ««Sembra paradossale, ma invece è tutto vero! Mandiamo personale della Polizia di Stato di Trieste, in missione, ad Imperia per "esigenze connesse all'aumento del flusso migratorio di cittadini extracomunitari al confine italo-francese»

«Sembra paradossale, ma invece è tutto vero! Mandiamo personale della Polizia di Stato di Trieste, in missione, ad Imperia per “esigenze connesse all’aumento del flusso migratorio di cittadini extracomunitari al confine italo-francese”, così cita il telex ministeriale del 23 luglio u.s. Se pur di poche unità, il Dipartimento ha disposto che operatori della Questura di Trieste siano aggregati a quella di Imperia per contrastare un fenomeno che proprio in questi giorni vede un aumento esponenziale degli ingressi attraverso il confine italo-sloveno in provincia di Trieste».

Lo riferisce in una nota il SAP - Sindacato Autonomo di Polizia.

«Non passa giorno infatti - continua la nota - che non vengano rintracciati migranti clandestini/profughi e che altrettanti o addirittura in numero maggiore non vengano visti e segnalati dai cittadini senza che poi sia possibile il loro rintraccio a causa dell’ormai insufficiente presenza sul territorio delle forze dell’ordine. E dire che da tempo il SAP denuncia il problema di questo canale di ingresso, ma il Ministero e una parte di politica sembrano sordi e ciechi, prima proponendo la chiusura del Settore di Polizia di Frontiera di Trieste, poi aggregando il suo personale all’Expo di Milano ed ora addirittura mandando altro personale, in questo caso della Questura, a contrastare il medesimo fenomeno che qui stiamo subendo e che mette in affanno sempre di più la nostra provincia».

«C’è qualcosa  - spiega - evidentemente che non funziona nell’apparato, che dimostra con queste decisioni di conoscere ben poco di quello che accade su questo versante, malgrado i rapporti inviati dai vari uffici di polizia parlino chiaro e i fatti di cronaca che purtroppo riempiono ormai quotidianamente i mezzi di informazione locali, riecheggiando anche a livello nazionale. E dire che proprio il Ministro dell’Interno e il Capo della Polizia hanno più volte lanciato gli allarmi di possibili infiltrazioni terroristiche proprio attraverso la cosiddetta “rotta Balcanica", quella passante anche attraverso questa cintura confinaria».

«È incomprensibile quindi - conclude - che dopo questi allarmi lanciati dai responsabili più alti della nostra sicurezza interna, si continui a snobbare e sottovalutare queste zone. È chiaro quindi, alla luce di quanto sta accadendo, che chi parla di chiusure di uffici sotto le false spoglie della razionalizzazione e accorpamenti e nello stesso tempo spreca in maniera così clamorosa le poche risorse rimaste, sia umane che economiche, dovranno assumersi le responsabilità di tale disastro. È ora che si cominci ad affrontare la questione sicurezza in modo serio, con i fatti e non con proclami spesso enunciati solo per tranquillizzare l’opinione pubblica. Piuttosto che distogliere il personale di Trieste a favore di altre provincie si mandino rinforzi a contrastare gli ingressi sull’altipiano carsico».

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