Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

SAP: «Polizia sempre più disarmata. Rischio escalation di disordini e criminalità»

Il sindacato di polizia «proposte nuove norme che sfiorano il ridicolo come ad esempio quella dei 15 metri di distanza tra manifestanti e polizia»

Non è trascorso molto tempo, eppure ancora oggi esiste il "partito dell'anti-polizia" che vorrebbe le forze di polizia praticamente disarmate a contrastare la criminalità e le piazze.

Mentre in un anno più di 6000 agenti rimangono feriti nell'espletamento del loro dovere, il Dipartimento di PS, probabilmente per assecondare e non irritare alcuni ambienti istituzionali e politici allergici alle “divise”, propone delle nuove regole d'ingaggio irricevibili da parte del SAP, perché metterebbero in serio pericolo gli operatori di polizia.

Siamo stati proprio noi a chiedere poche norme ma chiare, che dovevano avere forza di legge, capaci di garantire e tutelare sia gli operatori di polizia che i cittadini. Qualcosa che disciplinasse meglio l'uso delle armi o di altri mezzi di coazione fisica da parte di un pubblico ufficiale, rispetto all’art. 53 del C.P.

Regole chiare anche per i manifestanti, in modo da evitare che chi manifesta pacificamente venga usato come scudo e difesa da chi si infiltra vigliaccamente per dar sfogo alle loro violenze.

Invece vengono proposte nuove norme, molto ambigue che dicono tutto e niente, altre che sfiorano il ridicolo come ad esempio quella dei 15 metri di distanza tra manifestanti e polizia che comporta, in caso di inosservanza da parte dei dimostranti, il passaggio della squadra dallo stato di riposo a quello di preallarme e non determina alcuna reazione delle unità operative.

Oppure quella che in caso di intervento con un soggetto in preda ad allucinazioni a causa di problemi psichiatrici o per l'assunzione di sostanze stupefacenti, magari armati, prevede che gli operatori “si avvicinino con cautela e si spostino in maniera concordata e sincronizzata”.

Oppure quella che prevede che “in caso di elevata potenzialità offensiva del soggetto, con gli operatori in palese svantaggio, questi notizino la sala operativa e congelino la scena in attesa dell'arrivo del personale medico”.

Ma poi come si può pensare che nelle fasi concitate di scontri violenti durante le devastazioni dei “professionisti del disordine”, magari ben protetti da caschi e protezioni, si faccia uso dello sfollagente colpendo solo gambe e braccia, evitando polsi gomiti e ginocchi?

Regole che sembrano scritte da chi non solo non conosce le dinamiche della “professione sicurezza”, ma che nemmeno sembra aver visto mai le immagini dei sempre più frequenti scontri di piazza, regole che rischiano di rendere tutto più confuso e che mettono gli operatori di polizia in una condizione di pericolo non solo fisico ma anche giudiziario.

La gestione della “piazza” è una questione molto delicata; vogliamo forse che ci scappi il morto fra le forze di polizia per poi poter dire che queste nuove norme sono sbagliate?

Non sono necessari eroi morti poi dimenticati, bastano poche regole ma chiare per tutti!

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