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Foto di Giorgio Battig

Foto di Giorgio Battig

Controlli alla frontiere, il Sap stufo delle "promesse"

Continua la "battaglia" di Lorenzo Tamaro del Sap contro il silenzio dell'esecutivo. "Avevano mandato qui i rinforzi e adesso siamo di nuovo da soli. I numeri della rotta balcanica sono in aumento" (nessun dato ufficiale al momento)

Secondo Lorenzo Tamaro, segretario provinciale del Sap, "A Trieste la cosiddetta “rotta balcanica” non ha mai conosciuto sosta ed i “passaggi” di immigrati che utilizzano questa via sempre attiva continuano in maniera sistematica, soprattutto in questo mese di agosto". Parla di come "non si contano più le segnalazioni sui social e sugli organi di stampa locali dei cittadini che indicano gruppetti di stranieri, migranti irregolari che hanno appena fatto ingresso in Italia". 

Le segnalazioni fotografiche

"Anche i vestiari e gli oggetti, abbandonati sui sentieri del Carso e le relative foto “ messe in rete” - continua Tamaro - testimoniano inequivocabilmente un flusso ininterrotto di persone. Segnalazioni di un numero di passaggi ben superiori a quelli relativi al numero di rintracci messi in atto dalle forze dell’ordine".

I rinforzi sono già andati via

"Silenzio - prosegue Tamaro - invece da chi questa situazione è chiamato a gestirla; dopo lo “comparsa” per pochi  giorni nel mese scorso del Reparto Mobile e del Nucleo Prevenzione Crimine aggregato a Trieste, i poliziotti triestini sono rimasti “soli” a dover gestire una vera e propria emergenza, che non è tale solo sul piano della sicurezza, ma anche dal punto di vista sanitario:  temi questi per nulla trascurabili. Nonostante l’emergenza non sia assolutamente conclusa, ma anzi stia raggiungendo numeri mai registrati dagli anni ’90 (anche se al momento non ci sono dati ufficiali) tempi della guerra nella ex Jugoslavia e della “separazione” e indipendenza del Kosovo, non è dato capire perché quei contingenti di Polizia non abbiano proseguito la loro permanenza in quel di Trieste dando, almeno numericamente, un po’ di ossigeno ai poliziotti locali". 

Il silenzio dell'Amministrazione

"Non si capisce quindi - conclude il segretario del Sap - dopo quell’esperienza così postiva, il perdurare del silenzio dell’Amministrazione alle richieste del SAP  di rinviare nuovamente gli uomini necessari per il tempo necessario. Oggi a Trieste per contrastare il continuo e crescente ingresso di clandestini, serve un segnale forte da parte dell’esecutivo aggregando un numero di operatori adeguato alle esigenze operative di una fascia confinaria estesa per più di 54 km come quella del capoluogo regionale".

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