Confini sguarniti per mandare i poliziotti triestini all'Expo

Lapidario il comunicato di Lorenzo Tamaro, segretario provinciale del SAP, il Sindacato Autonomo di Polizia. «Gravi carenze di personale rischiano, in occasione dell'Expò di Milano, di rendere i confini regionali un colabrodo favorendo le "attenzioni" di gruppi terroristici»

Molto critica la situazione dei nostri confini per il Sindacato Autonomo di Polizia, il cui segretario provinciale Lorenzo Tamaro, non ha mezzi termini per giudicare una situazione che definisce un «colabrodo a rischio 'attenzioni' terroristiche».

Aggiungendo ancora:

«Alla prima importante occasione, quella ormai alle porte dell’Expò di Milano, ma presto ci sarà anche il Giubileo, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha dimostrato tutte le criticità che da tempo il SAP denuncia. Alla grave carenza di personale, che attualmente si quantifica in circa 18.000 unità solo per la Polizia di Stato, oggi si “attinge” dalla Polizia  Polizia di Frontiera Terrestre del Friuli Venezia Giulia per rinforzare la città di Milano.

Se tutto andrà bene si riuscirà a garantire a Trieste una sola pattuglia di retrovalico, rispetto alle quattro attuali, mentre, Gorizia e Tarvisio (Ud), non riusciranno più a garantire il servizio sulle 24 ore. Oltre a creare notevole disagio alle famiglie degli agenti che saranno aggregati più volte a Milano nel periodo dell’evento, la sicurezza sarà forse rafforzata all’Expò a discapito però di quella del nostro territorio regionale. 
E dire che proprio il SAP nei giorni scorsi ha manifestato in tutte le città d’Italia, anche in quelle del Friuli Venezia Giulia, “sostituendosi ai lavavetri” chiedendo, tra i vari punti, l’immediata assunzione dei 1000 idonei al Concorso di Polizia.

Ma la scorsa settimana è arrivata la bocciatura dell’emendamento da parte del “Governo Renzi”, che prevedeva la loro assunzione, dimostrando una volta di più la scarsa sensibilità sulle gravi condizioni della sicurezza dell’Italia, in un momento storico come questo dove la minaccia terrorismo, quello dell’ISIS è alle nostre porte, sui nostri confini. Non possiamo e dobbiamo aspettare che succedano fatti eclatanti prima di iniziare a pensare che la sicurezza dei cittadini va tutelata».   

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