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Sicurezza, Tamaro (Sap): «Tutti invocano più agenti perché non si sentono al sicuro»

Il segretario pronvinciale del Sindacato autonomo di polizia (Sap), in seguito ai recenti fatti di cronaca verificatisi in via dell'Istria a Trieste

Lorenzo Tamaro, segretario pronvinciale del Sindacato autonomo di polizia (Sap) «Una maggiore presenza, quella delle forze di polizia, è richiesta oggi dai cittadini a seguito di una percezione di sicurezza, ma anche di una sicurezza reale decisamente diminuita rispetto ad un tempo anche grazie a politiche sbagliate fatte di tagli che hanno depotenziato le forze dell’ordine, reso meno efficace l’applicazione delle leggi e nello stesso tempo aver sottovalutato il problema della “accoglienza” con tutte le conseguenze correlate che ne derivano».

«È fondamentale non solo accogliere, nel senso di assistere, ma anche “trasmettere” ai nuovi ”ospiti” la nostra lingua, le nostre usanze e perfino le nostre leggi; spesso nel nostro lavoro notiamo che malgrado la persona sia arrivata da parecchio tempo nel nostro Paese, ancora stenti a capire e parlare l’italiano».

«Evidentemente i numerosi episodi accaduti in Italia e anche nella nostra città, sia quelli denunciati ma anche quelli non denunciati, dimostrano che qualcosa non funziona sul piano dell’accoglienza e che qualcosa va senz’altro rivisto, perché oltre a non lasciare alcuno spiraglio per una reale integrazione e un futuro dignitoso per gli accolti, genera insicurezza tra la brava gente.
La miopia di questa politica fatta di continui tagli alle forze di Polizia, di depenalizzazioni e di un’accoglienza per nulla veramente integrante, creano episodi come quelli accaduti in via dell’Istria dove la gente comune chiede una “diversa” sicurezza da quella garantita oggi».

«Servono risposte e decisioni politiche per evitare che in un futuro ormai non tanto prossimo, siano le forze di Polizia a dover arginare sulle piazze le scelte passate evidentemente fallimentari.
Siamo certi che la grande professionalità dimostrata dagli agenti nell’evitare contatti e possibili episodi che potevano sfociare in violenze sarà la stessa anche in futuro, ma riteniamo che sia necessario un cambiamento lavorando seriamente ai “tavoli” dove si prendono le decisioni, non sottovalutando il problema declinando magari ogni responsabilità e soluzione a chi dovrà gestire l’ordine pubblico».

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