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Sabato, 2 Luglio 2022
La storia / Barriera Vecchia - Città Vecchia / Via San Spiridione, 10

Il sarto di Trieste, dalla Calabria a Hollywood: Francesco Giorgi e la sua favola

Vi raccontiamo la storia di una passione infinita e dell'omonima sartoria di via San Spiridione. Dagli inizi nella piccola bottega in un piccolo paesino in provincia di Reggio Calabria agli anni d'oro che hanno reso la sua carriera una storia degna di un film. "Ho ancora molto da imparare"

Nonostante i grandi cambiamenti dell'epoca digitale, ci sono alcuni mestieri che fortunatamente ancora resistono e rimangono invariati nel tempo. Uno di questi è la sartoria, un'arte le cui origini risalgono al Medioevo e che ancora oggi viene tramandata di generazione in generazione.  A Trieste c'è un atelier al piano che nasconde una storia affascinante, ricca di aneddoti e memorie da tramandare: è la Sartoria Giorgi, nata dalla passione del suo fondatore, Francesco Giorgi.

Gli inizi

Per raccontare la sua storia dobbiamo partire da San Luca, un piccolo paesino in provincia di Reggio Calabria. È nella bottega di un sarto che Francesco, ancora giovanissimo, inizia a lavorare. Tra scuola e lavoro, comincia così a prendere dimestichezza con ago e filo e a compiere i primi passi verso quella che sarà una grande carriera. Dopo gli anni in Calabria, Giorgi si trasferisce in Piemonte. Per necessità, si dedica ad altre mansioni ma lo stare lontano dalla sua passione lo tormenta. Decide quindi di trasferirsi a Trieste e all’età di 18 anni inizia a lavorare in una prestigiosa sartoria, dove perfeziona la sua tecnica. Terminata la gavetta, rileva il laboratorio in via San Spiridione - a quel tempo una sartoria solo al femminile - e, a soli 26 anni, dà vita a quella che oggi è la Sartoria Giorgi.

Gli anni d'oro

Al secondo piano del civico 10 si iniziano a confezionare abiti, uno dopo l'altro. Le linee sono perfette, così come lo sono le cuciture. Si lavora giorno e notte e il duro impegno dà presto i suoi frutti. Negli anni Ottanta e Novanta la sartoria esplode. Sono gli anni d'oro, quelli delle applauditissime sfilate in piazza Unità e nel mondo, come quella al teatro dell'Opera in Mongolia, il cui ricordo brilla ancora sul diploma di riconoscimento appeso sui muri dell'atelier. Sono gli anni in cui Giorgi confeziona abiti per le star degli Oscar come John Paul Cusack o Ken Watanabe. Ricercatissimo da grandi imprenditori nazionali e internazionali, il sarto di via San Spiridione ha ormai lasciato il segno e il suo tocco magico ha fatto il giro del globo.

"Arte e cultura dei popoli"

Oggi Francesco Giorgi ha 79 anni ma quando parla della sartoria il suo sguardo non ha età. "Per me è arte e cultura dei popoli. E' un mestiere difficile che non lascia spazio all'improvvisazione. Bisogna amarlo e sentirlo proprio. Devi avere una certa attitudine per farlo e molta forza di volontà - dice sorridendo -. Vedi? Io sono in pensione da 23 anni, ma continuo ad essere ancora attivo". Per Francesco nulla è più importante della sua passione. Quando gli chiediamo se avesse mai immaginato di arrivare ad un livello così alto, risponde: "A me piaceva e basta. So solo questo. Quando conosci quest'arte non ti puoi più liberare. E' una sensazione naturale e bellissima". Tra i suoi ricordi ci sono le notti passate in laboratorio per rendere perfetta ogni sua creazione: "Se c'era qualcosa che non mi convinceva, chi dormiva la notte? Venivo in atelier e mettevo tutto a posto".

Nuove generazioni

In questi anni sono molti i giovani che gli hanno fatto visita per sottoporre al suo occhio esperto le loro creazioni. Secondo Giorgi, per le nuove generazioni la strada è ancora lunga e passa necessariamente attraverso un cambio di mentalità: "Oggi c'è la convinzione che qualche mese sia sufficiente per imparare il mestiere. Si pretende tutto e subito. Io, dopo quasi 70 anni di esperienza, ho ancora molte cose da imparare". Padre, marito ed imprenditore, Francesco è un uomo che è riuscito a costruirsi una carriera ricca di momenti indimenticabili e grandi soddisfazioni. Una persona che, con dedizione, amore e umiltà, ha dedicato la sua vita ad un'unica passione che, come una forza magnetica, non ha mai smesso di attrarlo e di spingerlo a migliorare. Le giornate hanno ancora troppe poche ore per riuscire a fare tutto quello che vorrebbe. C'è solo una cosa che Giorgi ama quasi quanto il suo lavoro: il mare della Calabria. "Torno sempre a casa, ma per massimo dieci giorni. Non di più".

Sartoria Giorgi | Foto Aiello

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