Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

"Save the children": in Fvg un ragazzo su cinque vive in stato di povertà

Lo studio dell'associazione Save the Children in un viaggio sulle condizioni dei bambini nel nostro paese, pubblicato da Treccani

Infanzia, Friuli-Venezia Giulia: Save the Children, la Regione ha la più alta percentuale di minori in povertà relativa al Nord (22,1%), ma rimane la più virtuosa in Italia per la copertura totale di asili nido e servizi integrativi sul territorio, oltre che per il basso tasso di dispersione scolastica, pari a meno della metà rispetto alla media nazionale (6,9% contro il 14,7%). Non raggiunge le competenze di base in lettura e matematica 1 ragazzo su 10.

Presentati in anteprima i dati del 7° Atlante dell’Infanzia (a rischio). Sono le migliaia di bambini e ragazzi protagonisti del 7°Atlante dell’Infanzia (a rischio) “Bambini, Supereroi” di Save the Children - l’Organizzazione internazionale dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e a promuoverne i diritti –, che quest’anno, per la prima volta, viene pubblicato da Treccani e sarà disponibile nelle librerie italiane a partire da inizio dicembre 2016.

Un viaggio nell’Italia dei bambini e con i bambini per portare alla luce la dura realtà dell’infanzia a rischio ma che, allo stesso tempo, valorizza le risorse e le capacità di resilienza dei minori, veri e propri “Superpoteri” per resistere a situazioni di precarietà e superare condizioni di vita difficili. È la fotografia impietosa di un paese in cui quasi 1 minore su 3 è a rischio povertà ed esclusione sociale, mentre i bambini di 4 famiglie povere su 10 soffrono il freddo d’inverno perché i loro genitori non possono permettersi di riscaldare adeguatamente la casa. Più di 1 minore su 4 abita in appartamenti umidi, mentre l’abitazione di oltre 1 bambino su 10 che vive in famiglie a basso reddito non è sufficientemente luminosa.

Nel Nord Italia, 1 bambino su 10 non può permettersi di praticare sport o frequentare corsi extrascolastici. Anche il Friuli Venezia Giulia, una delle Regioni per molti aspetti ben posizionata relativamente alla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza, non viene risparmiato da questo fenomeno: oltre 1 ragazzo su 5 vive in condizioni di povertà relativa.

Note fortemente positive riguardano invece la copertura degli asili nido e dei servizi integrativi, presenti nel 99,5% dei Comuni del Fvg, a fronte di un tasso del 57,3% in Italia 3 , e il tasso di abbandono scolastico. Il Friuli detiene infatti il primato per il tasso di dispersione più basso in Italia, che si attesta al 6,9% a fronte di un tasso nazionale del 14,7% 4 , inferiore anche alla media europea dell’11%. Prendendo poi in considerazione le performance scolastiche degli adolescenti, in Friuli Venezia Giulia, è circa il 12% degli alunni di quindici anni – oltre 1 su 10 – a non raggiungere il livello minimo di competenze in matematica e in lettura, a fronte, rispettivamente del 24,7 e 19,5% della media nazionale 5.

L’infanzia in Italia, un tesoro che va protetto, soprattutto se si considera che i bambini nel nostro Paese sono sempre meno. Il 2015 ha fatto registrare il record negativo di nati registrati all’anagrafe: 485.780 bambini, un livello di guardia mai oltrepassato dall’Unità d’Italia. In Friuli-Venezia Giulia, il tasso di natalità era pari a 7 nati ogni 1.000 residenti nel 2015, di poco inferiore alla media nazionale (8 su 1.000), un dato in costante calo dal 2008, quando era pari a 9,8 su 1.000. Anche i minorenni sono sempre meno. Il loro peso specifico sul totale della popolazione è sceso dal 17% del 2009 al 16,5% attuale (poco più di 10 milioni di bambini e ragazzi da 0 a 17 anni) 6 ed è ancora più basso nelle province del Fvg: a Trieste non supera il 13,5%.

Le conseguenze della povertà: i bambini senza I bambini di 4 famiglie povere su 10 soffrono il freddo d’inverno perché i loro genitori non possono permettersi di riscaldare adeguatamente la casa, rischiando così di contrarre bronchiti o malattie cardiovascolari. Un dato di ben 15 punti superiore alla media europea (39% contro 24,7%). Nel nostro Paese, questo fenomeno della cosiddetta povertà energetica riguarda anche l’11% delle famiglie non povere con bambini, una percentuale che in Svezia e Norvegia si abbassa allo 0,3% 7 .

Più di 1 minore su 4 abita in appartamenti umidi, con tracce di muffa alle pareti e soffitti che gocciolano, un dato nettamente più elevato della media europea (25,4% contro il 17,6%) 8 , l’abitazione di oltre 1 bambino su 10 in famiglie a basso reddito non è sufficientemente luminosa 9.

Il nostro Paese, del resto, presenta livelli di povertà minorili superiori alla media europea: quasi 1 minore di 17 anni su tre (32,1%) è a rischio di povertà ed esclusione sociale in Italia, ben 4 punti e mezzo sopra la media europea (27,7%). Olanda e Germania, grazie a un sistema di welfare efficace, riescono ad esempio a contenere tale rischio sotto la soglia del 20% 11 , (mappa del “Rischio di povertà in Europa”).

Nonostante la mortalità infantile in Italia si sia drasticamente ridotta nel corso tempo, raggiungendo oggi un tasso medio nazionale di 3,2 decessi entro il primo anno di vita per 1.000 nati vivi, Tasso calcolato sui giovani 18-24 anni con la licenza media e non più in formazione permangono importanti differenze territoriali, con alcune regioni del Sud e del Centro (Sicilia, Calabria, Campania e Abruzzo oltre il 4 per 1.000) che superano la media nazionale, mentre l’Emilia-Romagna si attesta al di sotto con 2,2 casi ogni 1.000 nascite 14.

Dai laboratori emerge che se i ragazzi potessero vestire i panni di veri e propri Supereroi, utilizzerebbero i loro SuperPoteri per dar voce ai propri bisogni inespressi, per risolvere i problemi e il disagio che affliggono l’infanzia e per rendere il mondo un posto più giusto e senza discriminazioni.

Tra i SuperEroi, c’è infatti chi propone di “clonare il materiale scolastico cosicché gli studenti non abbandonino la scuola” – sottolineando la scarsa dotazione didattica delle scuole - chi vorrebbe il potere di “trasformare le materie a scuola e utilizzare metodi più concreti” per imparare e chi vorrebbe avere il potere di “manipolare la mente per rendere i prof più divertenti e fare in modo che capiscano cosa vogliamo”. E, ancora, chi vorrebbe “manipolare il pensiero e la mentalità della gente per sconfiggere la camorra”, chi vorrebbe il teletrasporto “per viaggiare senza problemi economici”, chi vorrebbe poter vedere nel futuro “per combattere bulimia e ogni disturbo alimentare”.

Save the Children ha attivato sul territorio nazionale 18 Punti Luce, centri ad alta densità educativa per dare opportunità formative a bambini e ragazzi, 6 centri Fiocchi in Ospedale, per offrire informazione, ascolto e supporto a mamme e neonati in Ospedale, e 6 Spazi Mamme, per contrastare la povertà, favorire una sana alimentazione e sostenere le mamme e bambini da zero a sei anni. Dal 1 gennaio 2015 al 30 settembre 2016, gli interventi di Save the Children hanno raggiunto più di 50.000 beneficiari, tra minori e adulti. Nel contesto scolastico, siamo impegnati con il programma Fuoriclasse, che in un’ottica preventiva mira a intervenire sulle cause della dispersione scolastica al fine di contenere il rischio che si manifesti.

Un estratto dell’Atlante, con alcune delle mappe, è disponibile al link:

https://media.savethechildren.it/?c=1362&k=6349d5f0d9

Le foto dell’Atlante sono disponibili al link:

https://media.savethechildren.it/?c=1357&k=a6d2641927

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